Rivedere le mappe del rischio sismico. Lo ha chiesto il ministro dell’Ambiente Corrado Clini dopo il nuovo forte sisma che questa mattina ha colpito l’Emilia Romagna e le regioni limitrofe. Le mappe cui si riferisce il ministro sono elaborate dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e suddividono il territorio nazionale in aree a diversa pericolosità e, in base alla densità abitativa, a diverso rischio.

A preoccupare in modo particolare il responsabile del dicastero dell’Ambente è stato il crollo di diversi capannoni industriali nell’area dell’epicentro, che hanno determinato, sia in occasione del sisma di oggi che in quello dello scorso 20 maggio, la morte di diversi operai italiani e stranieri.

Occorre aggiornare la mappa del rischio sismico e le norme per costruire in sicurezza in quelle aree – ha dichiarato il ministro Clini – sottolineando che quanto è accaduto in questi giorni nel modenese e nel resto dell’Emilia – pone dei problemi di sicurezza sui criteri di costruzione.

Di qui la richiesta di rivedere le indicazioni della Protezione Civile e dell’INGV sul rischio sismico per i vari comuni italiani. Secondo la prima valutazione di Clini, infatti, a determinare i devastanti crolli delle ultime ore non sarebbe stato il mancato rispetto delle norme, ma l’errata valutazione della pericolosità sismica.

Sicuramente hanno tenuto conto delle norme sismiche – ha specificato il ministro dell’Ambiente a proposito dei costruttori dei capannoni e degli altri edifici che hanno subito dei crolli – ma su dati di rischio inferiore.

Download: Mappa del rischio sismico in Italia Comune per Comune

29 maggio 2012
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I vostri commenti
Andree Branchi, venerdì 1 giugno 2012 alle13:59 ha scritto: rispondi »

doevete pubblicare queste nuove maledette mappe sismiche...abbiamo il diritto di  sapere a cosa andiamo incontro...al mio paese, sul delta del Po, vi è ancora la credenza che non possa accadere nulla poichè era un tutta palude e quindi il terreno è ancora sabbioso....con le scosse avvertite molta gente è rimasta in casa o sul posto di lavoro. E giusto che anche noi sappiamo la verità....  

Silvano Ghezzo, mercoledì 30 maggio 2012 alle23:41 ha scritto: rispondi »

Vista la nuova considerazione sulla sismicità italiana, opterei per dare  a tutti i costruttori edili la  direttiva di legge per l'uso di soluzioni antisismiche applicate ad ogni nuova costruzione abitativa e soprattutto industriale; anche perchè, se l'operazione è molto estesa, gli ulteriori costi unitari si riducono, senza considerare poi i risparmi della evitata ricostruzione successiva ai terremoti. La soluzione di far assicurare privatamente la casa mi sembra un tantino pilatesca e tesa a favorire le compagnie assicurative. 

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