Aggiornamento 16:03 – Il numero dei morti accertati è salito a 73 secondo fonti della Protezione Civile.

Aggiornamento 11:41 – I morti accertati sono ora 38, mentre si segnala anche il salvataggio dalle macerie di 6 persone.

Aggiornamento 11:20 – Il numero di vittime è salito a 23, mentre proseguono le attività di soccorso e il salvataggio dei superstiti.

Aggiornamento 10:09 – Sale il numero di morti accertati, che al momento risultano essere 21.

Notte di paura e devastazione nel Centro Italia. Il Lazio e le Marche sono state interessate da uno sciame sismico che ha toccato il suo picco intorno alle 3 e 36 con una scossa di magnitudo 6 con epicentro a 2 km da Accumuli, in Provincia di Rieti. L’ipocentro del terremoto è stato individuato ad appena 4 km di profondità.

Altre due scosse si sono registrate alle 4:32 e alle 4:33. L’epicentro è stato registrato a Norcia, in Provincia di Perugia, mentre gli ipocentri a una profondità tra gli 8 e i 9 km.

Decine i crolli. Il bilancio provvisorio è salito alle 9:30 a 13 morti, ma molte persone sono ancora intrappolate sotto le macerie. I Comuni più colpiti sono Accumuli e Amatrice, in Provincia di Rieti, in Lazio. Ad Accumuli il bilancio è di 6 morti, ad Amatrice le vittime accertate del terremoto per ora sono 5. Due i morti a Pescara del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche.

In campo ci sono gli uomini della Protezione Civile ed è stato già allertato l’esercito. Il sindaco di Amatrice ha spiegato che l’intera comunità è in ginocchio:

È un dramma. Metà paese non c’è più. L’ospedale è inagibile. Le strade di accesso sono bloccate.

Per fornire aiuto e informazioni alla popolazione colpita dal terremoto Palazzo Chigi ha attivato due numeri d’emergenza: il contact center della Protezione civile raggiungibile allo 800840840 e la sala operativa della Protezione Civile Lazio, che può essere contattata allo 803555. L’Avis di Rieti ha lanciato un appello: serve sangue di tutti i gruppi.

L’INGV ha spiegato che il sisma è stato molto simile a quello che ha colpito L’Aquila nel 2009 e ha interessato un’area estesa, ricca di centri storici e densamente popolata. Gli esperti temono nuove forti scosse nelle prossime ore. Come ha spiegato Andrea Tertulliani, sismologo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia:

Un terremoto di magnitudo 6.0 si porta dietro una coda di repliche che saranno sicuramente numerose e tenderanno a diminuire di magnitudo però non si può escludere che ci possano essere scosse paragonabili a quella principale.

La zona in cui è avvenuto il sisma è abbastanza vicina all’Aquila anche se in questo caso la magnitudo è più contenuta. La fascia appenninica che va dall’Umbria, Marche meridionali e Abruzzo è sede di una sismicità frequente e spesso molto forte.

24 agosto 2016
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