Il terremoto in Emilia Romagna fa paura anche a Bologna. Il Comune ha deciso quindi di diffondere a tutti i cittadini della città uno speciale codice contenente il comportamento da tenere in caso di allerta sismica. Istruzioni utili ai bolognesi per mettersi al riparo e correre il minor numero di rischi possibile, ma utile anche agli abitanti degli altri centri per attuare le contromisure migliori e ridurre al minimo le vittime di altre eventuali forti scosse.

Innanzitutto le misure di prevenzione dei rischi collegati a un terremoto come quello che in queste ore sta sconvolgendo l’Emilia Romagna. Ognuno è bene che si informi in merito alla classificazione sismica del proprio Comune, nel caso di Bologna è indicato come “Zona 3″, oltre a prendere nota delle misure d’emergenza previste dalla locale Protezione Civile.

Qualora l’evento sismico dovesse verificarsi la prima cosa da fare è non cedere al panico, ma cercare quanto possibile di mantenere la calma. Agire con razionalità durante una scossa può fare la differenza, cercare per questo motivo di far sì che anche le persone intorno a voi riescano a non cedere alla paura agendo in maniera consapevole e attenta.

A dispetto di quello che potrebbe essere il primo istinto, quello di fuga, le raccomandazioni del Comune e della Protezione Civile di Bologna sono di non allontanarsi dal luogo dove ci si trova. Nel caso ci si trovi all’interno di un edificio evitare di correre verso l’esterno o viceversa verso l’interno. Nel caso particolare in cui ci si trovi all’interno di un’abitazione è opportuno seguire alcune regole di comportamento:

  • Evitate di provare ad abbandonare l’appartamento, ma cercate rifugio nel vano di una porta inserita in un muro portante, sotto una trave o un tavolo;
  • Attendere che la scossa sia terminata prima di muoversi in un altro luogo;
  • Specialmente in caso ci si trovi ai piani più alti di un edificio evitare di tentare di raggiungere la strada, in quanto le scale risultano spesso l’elemento più debole di una struttura;
  • Evitare di utilizzare l’ascensore. In caso si venga sorpresi dalla scossa al suo interno è opportuno fermarsi al primo piano utile e uscirne.

Nel caso si avverta la scossa in un luogo pubblico, allontanarsi prima possibile da eventuali oggetti sospesi in alto e non affollarsi verso l’uscita. Il rischio in questo caso è che in molti scelgano questa alternativa con l’ulteriore pericolo di danni alle persone. Se il terremoto si verifica mentre siete all’aperto le pratiche da seguire sono:

  • Mantenere la distanza dalle pareti della casa, possibilmente portandosi in luoghi aperti lontani da costruzioni, alberi, muri e linee elettriche;
  • Qualora si stia camminando lungo un marciapiede e non si possa raggiungere un luogo isolato è meglio cercare rifugio sotto un portone e non allontanarsi fino al termine della scossa, facendo in ogni caso attenzione a eventuali parti rimaste in sospeso nei piani alti dell’edificio;
  • In caso di fenomeno sismico verificatosi mentre siete alla guida di un veicolo è necessario evitare di fermarsi all’interno di sottopassaggi, in prossimità di ponti e terreni franosi. Arrestare il veicolo quando possibile in un luogo aperto lontano come descritto in precedenza da alberi, linee elettriche e costruzioni;
  • Attendete in auto che la scossa abbia termine e collaborare con i soccorritori al fine di mantenere le strade sgombre per il passaggio dei mezzi di soccorso.

Nel caso invece ci si trovi all’interno di un edificio scolastico mantenere la calma e seguire le direttive impartite dagli insegnanti e dagli altri responsabili dell’istituto. Quando il terremoto avrà avuto termine sarà comunque possibile il verificarsi nel brevissimo periodo di scosse di assestamento, di entità inferiore alla precedente, ma ancora in grado di provocare danni. Seguire inoltre le seguenti disposizioni:

  • Utilizzare una radio a batterie per ricevere informazioni dettagliate sulla situazione;
  • Verificare che non vi siano stati feriti o fughe di gas e danni all’impianto idrico;
  • Evitare di accendere la luce o utilizzare la rete elettrica, ma ricorrere a strumenti e lampade a batteria;
  • Qualora si decidesse di abbandonare la propria abitazione chiudere gli erogatori di acqua, energia elettrica e gas;
  • Non muoversi spinti dalla curiosità in direzione delle aree maggiormente colpite, ma raggiungere i punti di raccolta indicati dal Piano Comunale di Protezione Civile;
  • Verificare la presenza di eventuali danni alla propria abitazione o costruzione e in caso richiedere il parere di un tecnico. Qualora vi sia il minimo dubbio sulla stabilità dell’appartamento abbandonarlo;
  • Utilizzare il telefono solo per reali emergenze di soccorso al fine di non congestionare le linee;
  • Non utilizzare veicoli lasciando le strade libere per la circolazione dei mezzi di soccorso;
  • Non avvicinare animali spaventati, potrebbero reagire in maniera imprevedibile. Quando possibile, rinchiuderli in luoghi sicuri;
  • Nel caso abbiate figli o nipoti a scuola, raggiungere l’edificio scolastico con calma e non utilizzando l’automobile. L’edificio scolastico dispone di piani di evacuazione strategici.


Fabbriche, officine e uffici devono spegnere i propri macchinari, togliere l’alimentazione e chiudere ogni apparecchiatura. Nel caso vi trovaste in un edificio scolastico ricordare che l’istituto dispone di un piano d’emergenza, quindi mantenere la calma e seguire le disposizioni di insegnanti e responsabili. Qualora si decida per l’evacuazione della struttura, camminare ordinatamente verso l’esterno e raggiungere i punti designati di raccolta.

29 maggio 2012
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I vostri commenti
Sharkshate, giovedì 7 giugno 2012 alle17:39 ha scritto: rispondi »

Ciao Luciana, sì perfetto ! Ma aggiungiamo anche che bisognerebbe far smettere subito trivellazioni di ogni genere; la pianura padana è oramai una gruviera totale ! Sharkshate  

Luciana Dancona, martedì 29 maggio 2012 alle20:28 ha scritto: rispondi »

In questa fase dove tutto è possibile perchè non si sa cosa stia avvenendo effettivamente nel sottosuolo, visto che l'Italia non è il Giappone (viviamo in un paese sismico dove di antisismico esistono solo le "chiacchere" ) , sarebbe opportuno chiudere tutte le scuole e le Università in tutta la zona a rischio, inclusa Bologna, per dare la possibilità, almeno ai giovani,  di un futuro , affinchè non si ripeta ciò che è avvenuto all'Aquila, a San Giuliano. Mettiamo in sicurezza i giovani visto che già gli abbiamo tolto il futuro di vita con la mancanza di lavoro. I lutti nazionali e le belle parole non servono ai genitori che hanno perso i propri figli. 

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