Il terremoto che recentemente ha sconvolto il centro Italia, in tandem con le forti nevicate, ha inciso sia sull’esistenza delle persone che sulle loro dimore. Ma a pagare la furia degli eventi sono stati anche i molti animali liberi e di allevamento presenti sul territorio, che hanno subito il crollo delle loro stalle e dimore. Secondo la Coldiretti, il numero degli esemplari morti è in forte crescita, sconfitti dal freddo ma anche dalle strutture che hanno ceduto al peso della neve. Mucche, cavalli, pecore, maiali sono solo alcune delle tipologie che stanno vivendo all’aperto, senza l’agio di un riparo e obbligati a vagare tra la neve alta. Oltre al terrore creato dal terremoto, che ha prodotto aborti spontanei e dimezzato la produzione di latte, gli animali stanno patendo il freddo e la fame.

I soccorritori e molti gruppi di sostegno stanno cercando di prestare aiuto, ma per il momento solo una piccola parte delle strutture di protezione è operativa. Le iniziative proposte da Coldiretti sono molte, come la donazione delle balle di fieno, l’adozione delle mucche da ospitare in altre aziende fuori regione fino all’acquisto del prodotti del posto come la caciotta della solidarietà. Un vero passaparola si è messo in moto tra allevatori e fattorie fuori regione, mentre i soccorsi stanno lavorando alacremente per raggiungere le zone più isolate così da rifocillare gli animali rimasti soli.

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Alcune tensostrutture sono state subito montate dopo le prime scosse, utili a preservare i mangimi necessari per nutrire gli animali. Mentre punti di raccolta sono stati attivati per radunare materiali come mangiatoie, fieno, carrelli per la mungitura, generatori di corrente quindi camper e anche moduli abitativi. Solo nella zona delle Marche il numero degli animali bloccati nell’alta coltre bianca e al gelo si aggira sulla cifra di seicento mucche e cinquemila pecore. Una corsa contro il tempo che vede l’impiego dei trattori, per liberare le strade sommerse da neve e ghiaccio e raggiungere i poveri animali stressati dalla situazione.

24 gennaio 2017
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