Da qualche settimana nella Municipalità di Loppersum, in Olanda, si susseguono numerosi terremoti e sono certamente dovuti all’estrazione di shale gas con il fracking. Lo ha ammesso il Consorzio NAM, formato da Shelle ed Exxon Mobil, che gestisce le trivellazioni con fratturazione idraulica nella zona interessata dagli eventi sismici.

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La storia trova conferma persino nel sito ufficiale di NAM dove sono citati i terremoti causati dalle estrazioni di gas e si afferma che la società rimborserà i danni agli edifici. Il 9 febbraio 2013, ad esempio, NAM ha diffuso questo comunicato:

NAM è stata informata dal KNMI [il Koninklijk Nederlands Meteorologisch Instituut, cioè il servizio meteorologico olandese che si occupa anche di monitorare l’attività sismica] che sabato 9 febbraio alle ore 6:26 del pomeriggio nell’area di Zandt (Municipalità di Loppersum) c’è stato un terremoto. L’intensità del sisma è stata quantificata dal KNMI con il grado 2,7 della scala Richter.

Il terremoto è correlato alla produzione di gas nel campo di Groningen. Nell’Olanda del nord, sin dal 1986, sono stati registrati terremoti collegati dagli esperti alle estrazioni di gas. Il KNMI ha una rete di misurazione accurata e ha registrato questi tremori. A inizio settimana sono stati registrati altri due terremoti vicino Zandeweer.

NAM è al corrente che i terremoti che si susseguono in rapida successione possono allarmare gli abitanti della Provincia di Groningen. I danni causati dai terremoti saranno rimborsati da NAM.

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Non è l’unico comunicato stampa di questo tipo, sul sito di NAM se ne trovano altri praticamente identici. Quello che non è normale, però, è la frequenza dei sismi: se prima del 2011 si verificavano in media 20 terremoti l’anno, nelle ultime sei settimane siamo già a 18 eventi sismici nelle zone interessate dal fracking. Con questo ritmo la vita degli abitanti diventerà impossibile. Per capire cosa sta succedendo basta leggere cosa ha dichiarato Chiel Seinen, responsabile comunicazione di NAM, al New York Times:

Le estrazioni di gas hanno creato nel sottosuolo della regione almeno 1.800 faglie. Le faglie sono considerate una delle cause che portano ai terremoti.

Decisamente poco incoraggiante, ma evidentemente del tutto sopportabile per il Consorzio NAM. Nel frattempo le richieste di risarcimento per i danni causati dai terremoti indotti dal fracking agli edifici e alle cose sono già migliaia e NAM è stata costretta a mettere da parte un fondo da 130 milioni di dollari per finanziare i rinforzi agli edifici. Il problema vero, però, è che gli esperti del Governo olandese prevedono che l’intensità dei terremoti andrà a crescere: fino a una magnitudo di 4 o 5.

Secondo la scala Richter un terremoto di magnitudo 5 equivale all’esplosione di 31.600 tonnellate di dinamite, con “molte fessurazioni sulle mura; crollo parziale o totale di poche case; alcuni morti e feriti”.

Fonti: NAM | New York Times

28 marzo 2013
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I vostri commenti
Angelo, giovedì 11 luglio 2013 alle21:24 ha scritto: rispondi »

Ok Marco, ma cosa ne pensi delle faglie venutesi a creare sotto terreno alluvionale quale quello della pianura padana ( vedi terremoti di un anno fa nelle province di MN, MO, RE, FE, BO di 5.9-6 Richter ) ?

Marco Mucciarelli, mercoledì 5 giugno 2013 alle8:43 ha scritto: rispondi »

Nei campi di Groeningen, Bergemeer e Roswinkel non si pratica il fracking e la roccia serbatoio non è " Shale" (argilliti ) Quei tre siti in Olanda sono noti da anni per la sismicità indotta da tecniche convenzionali di estrazione e reiniezione gas, esistono molte registrazioni di terremoti che hanno causato danni agli edifici anche con magnitudo di poco superiore a 3. Questo è accaduto per due motivi: essendo quella zona priva di sismicità naturale le case sono costruite senza alcun accorgimento antisismico ed inoltre la magnitudo è un pessimo stimatore dei danni per i terremoti indotti. Essendo molto,più suoerficiali di quelli naturali, a parità di magnitudo producono accelerazioni maggiori all'epicentro. Capisco che il fracking vada molto di moda, ma usarlo a sproposito porta a paradossi come in questo caso dove invocando il fracking (inesistente) non si coglie il rischio di simicità indotta che può essere causato da tecniche tradizionali.

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