Mentre la terra ricomincia a tremare in Italia, facendo emergere tristi ricordi ancora recenti, dal sito del Centro Meteo Italiano viene dato un allarme curioso che ci riallaccia a un’altra notizia recente: gli investimenti sul settore geotermico nel Centro-Nord della penisola.

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L’allarme, che non siamo in grado di valutare in toto nel suo contenuto scientifico, si riallaccia a uno studio dell’Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia, che metteva sul campo concretamente l’ipotesi dell’influenza dello sfruttamento dell’energia geotermica sullo scatenarsi di terremoti. Dal comunicato dell’INGV (che risale allo scorso gennaio) leggiamo, infatti:

Lo studio condotto dai ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dall’Università di Napoli, fornisce uno strumento che permette di valutare gli effetti della sismicità indotta dallo sfruttamento geotermico e di valutare come la pericolosità vari nel tempo in funzione delle attività industriali, quali iniezioni o emungimento di fluidi. La tecnica proposta nello studio si basa sull’analisi in continuo, nel tempo e nello spazio, dei parametri utilizzati per la valutazione della pericolosità sismica.

Nello studio si evidenzia infatti come la variazione di uno o più parametri possa portare a una variazione sia della probabilità di avere eventi potenzialmente più dannosi che della pericolosità sismica, richiedendo quindi agli operatori una ri-calibrazione delle operazioni di campo. La tecnica permetterà di studiare la sismicità indotta, oltre che nel caso dello sfruttamento delle aree geotermiche, anche relativamente all’estrazione di idrocarburi e all’immagazzinamento di anidride carbonica.

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Evidentemente però siamo di fronte a uno studio che ha soltanto, finora, creato un modello matematico che potrebbe rivelarsi uno strumento utile nel proseguo della ricerca. Ci sentiamo di dire che in nessuno dei passi citati l’INGV dichiari una pericolosità immediata e accertata dello sfruttamento geotermico.

Resta il fatto che un’ipotesi apparentemente per lo più “complottista” abbia trovato un aggancio teorico importante. E forse bisognerebbe tenerne conto e aspettare prima di lanciare campagne per il ricorso massivo alla geotermia.

9 maggio 2013
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I vostri commenti
Angelo, venerdì 7 giugno 2013 alle19:59 ha scritto: rispondi »

E daie ! L'esempio di quali catastrofi possano essere causate da emungimenti ed immissioni nel sottosuolo l'abbiamo già ampiamente avuto il 20 e 29 Maggio 2012 nel mantovano, reggiano, modenese, ferrarese, ecc. ! Cosa c'è ancora da elocubrareeeee???!!!!

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