Si ritorna a parlare di Terra dei Fuochi, stavolta per dare una notizia positiva. È stata rimossa ieri la prima ecoballa a Taverna del Re uno dei luoghi simbolo, al confine tra le Province di Napoli e Caserta, di una terra martoriata: dal problema dei rifiuti; da quello della mafia, che del traffico e trattamento degli stessi ha fatto un business; da quello sanitario, che a causa di rifiuti tossici interrati o dati alle fiamme si è scatenato da anni nella Regione Campania.

Ieri alla presenza di Vincenzo De Luca, discusso presidente della Regione Campania, ha preso il via in maniera ufficiale la bonifica di Taverna del Re, dove sono depositate moltissime ecoballe di materiale vario, che andrà analizzato per capire se ci sono sostanze tossiche o radioattive. De Luca ha commentato così:

Siamo davanti un evento storico. È la prima grande operazione di bonifica ambientale e di legalità.

Comincia qui l’operazione per cancellare la Terra dei Fuochi. Questa vicenda ha sporcato l’immagine non solo della Campania, ma dell’Italia intera.

Da Taverna del Re, dove la bonifica interesserà circa cinquecentomila ecoballe, l’azione di ripristino ambientale proseguirà poi negli altri siti in cui sono ancora stoccate ecoballe di questo tipo: 5.600.000, delle quali 1 milione andranno fuori regione, 2 milioni verranno trattati negli impianti STIR (Stabilimenti di Tritovagliatura ed Imballaggio Rifiuti) della Campania.

Il prodotto che ne risulterà diventerà combustibile secondario e sarà fornito ad alcuni cementifici. Gli altri 2 milioni di ecoballe saranno destinati alla tritovagliatura, dopo aver subito un processo di selezione e differenziazione.

I rifiuti inertizzati per quest’ultima via verranno poi utilizzati, miscelati con terreno vegetale, per la ricomposizione morfologica di cave dismesse sulle quali una volta ricoperte, come ha assicurato De Luca, verranno realizzati parchi pubblici, impianti sportivi e luoghi di aggregazione per la comunità.

Anche il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, ringraziato da De Luca per l’impegno volto a risolvere questo gravoso problema, è intervenuto sulla questione spiegando:

È con questo obiettivo che, un anno fa, approvammo la legge sugli “ecoreati”, che introduceva pene severe per chi inquina e deturpa l’ambiente. È per questo che nella legge di stabilità di quest’anno abbiamo previsto 450 milioni di euro destinati alla rimozione delle “ecoballe”.

Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti riconosce le responsabilità della politica, che negli anni ha contribuito ad aggravare il problema, ma sottolinea con soddisfazione come la giornata di ieri rappresenti la speranza che tutto stia cambiando e specifica che l’intenzione di andare avanti da qui in poi è ferma e totale:

Oggi è una buona giornata per la Campania e per tutta l’Italia. Le ecoballe sono state per troppi anni uno dei segni più evidenti e dolorosi di uno scempio ambientale cui ha contribuito tutto il Paese e insieme di un colpevole immobilismo politico.

La partenza delle prime balle da Taverna del Re ci dice con chiarezza che quando c’è la collaborazione istituzionale, penso al grande lavoro di squadra in atto tra Esecutivo e Regione, uno sforzo finanziario importante come quello messo in campo dal governo e la trasparenza nelle responsabilità, si può raggiungere un grande risultato.

31 maggio 2016
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I vostri commenti
Franco, mercoledì 1 giugno 2016 alle14:42 ha scritto: rispondi »

Non so come mai non ci si rivolga a ditte specializzate che riescono a trasformare rifiuti in risorse......ma forse qualcuno cosi non ci mangerebbe..................e non dite che non esistono, perchè ci sono e vengono proposte ma puntualmente a qualcuno non piace.....la pagnotta è meglio

riccardo, mercoledì 1 giugno 2016 alle10:32 ha scritto: rispondi »

Premesso che mi riesce difficilissimo credere che di tutto il casino che per decenni si è verificato (e, forse, si verifica ancora) nella terra dei fuochi non si siano mai accorti (né abbiano mai saputo niente) né un sindaco, né un assessore, né un carabiniere, né un poliziotto, né un magistrato, né tanti altri pubblici ufficiali, speriamo che anche la cosiddetta bonifica non diventi un bel businnes per qualcuno. Siamo alle solite: chi controlla i controllori? Che tutti gli affidamenti dei lavori vengano messi on line, almeno.

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