La Terra può ospitare la vita grazie alle particelle ad alta energia riversate nell’atmosfera durante le tempeste solari che si verificarono miliardi di anni fa. A sostenerlo è un recente studio pubblicato sulla rivista Nature Geoscience, a firma dei ricercatori della NASA. Secondo gli scienziati americani circa 4 miliardi di anni fa, quando il Sole era ancora una stella giovane, le violente tempeste solari hanno riscaldato il Pianeta creando le condizioni ideali per gli esseri viventi.

Quando il sistema solare è nato il Sole era fino al 30% più debole rispetto a oggi. Ciononostante le temperature sulla Terra sono rimaste abbastanza alte da garantire la presenza di acqua allo stato liquido. Un fenomeno su cui la scienza non era mai riuscita a fare chiarezza.

Gli scienziati hanno teorizzato un ruolo determinante dei gas serra, che avrebbero contribuito a mantenere il Pianeta abbastanza caldo. La provenienza di questi gas è stata attribuita alle eruzioni vulcaniche, che da sole non sarebbero però riuscite a compensare un deficit di calore del 30%. Le concentrazioni di metano e vapore acqueo inoltre non erano abbastanza elevate da garantire un così alto assorbimento del calore.

Secondo i ricercatori la parte del leone è stata recitata dal protossido di azoto, un gas serra 300 volte più potente della CO2. Gli atomi di azoto solitamente non interagiscono con altri elementi. A innescare la reazione è stata l’energia sprigionata dalle tempeste solari. L’azoto ha interagito con altri gas serra come l’anidride carbonica e il metano producendo ossido nitroso.

Un’altra sostanza scaturita dall’attività del Sole è l’acido cianidrico. Questa sostanza, potenzialmente letale, nella Terra primordiale dove non c’erano ancora specie viventi da uccidere potrebbe aver creato al contrario le basi per la vita. L’acido cianidrico nelle giuste dosi potrebbe aver contribuito alla costituzione degli amminoacidi, i mattoni che compongono le proteine.

La ricerca aiuterà gli scienziati a gestire l’impatto delle tempeste solari, fenomeni che nei prossimi anni potrebbero mettere a rischio le telecomunicazioni. Aver fatto luce sui meccanismi alla base delle condizioni ideali per la vita permetterà inoltre di identificare altri Pianeti che diventeranno abitali in futuro.

24 maggio 2016
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I vostri commenti
marziano mossenta, giovedì 26 maggio 2016 alle9:28 ha scritto: rispondi »

il solito brodo primordiale; gedanken experiment. posso inventarmi qualcosa anch'io? ancora preti (dello scientismo).

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