Il Sole al centro di tutto: la nostra stella, già al centro del Sistema Solare, è stata al centro della XVII International Space Conference che si sta tendendo in questi giorni al Parco dei Principi, a Roma. Nella Capitale sono accorsi esperti e studiosi provenienti da 21 Paesi con l’obiettivo di condividere le rispettive osservazioni e focalizzare l’attenzione sull’attività solare, cercando di capire inoltre come e quanto tale attività riuscirà a interessare le attività umane nel prossimo futuro.

Il dibattito tra gli scienziati è stato organizzato da Benito Pagnanelli, fondatore e presidente dell’International Space Conference, e ha fatto emergere come nel mese di maggio il Sole farà registrare un picco di attività conseguente alle eruzioni registrate nei primi giorni del mese in corso. In particolare si sono evidenziate delle tempeste solari, ovvero degli sciami di particelle scagliate via dal nostro astro e in grado di arrivare fino alla Terra provocando delle tempeste magnetiche capaci di disturbare in maniera non indifferente alcune tecnologie umane.

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Ad essere potenzialmente a rischio ci sono le telecomunicazioni, che potrebbero subire delle interferenze, la continuità dell’erogazione energetica, per cui esiste il rischio di black-out elettrici come quello accaduto anni fa in Canada, oltre ai voli di linea, i quali potrebbero essere costretti a modificare e ad allungare la propria rotta per evitare i Poli e le radiazioni che si concentrano in quelle zone in questi periodi. A parlare di simili rischi è stato l’astronomo dell’Inaf di Trieste Mauro Messerotti, che ha spiegato durante il suo intervento:

Intanto dobbiamo dire che proprio maggio rappresenta il mese clou dei questo ultimo ciclo solare. Conosciamo ancora ben poco, non abbiamo elementi concreti. Insomma un modello globale dell’attività della nostra stella ancora non c’è. Studiamo il “caso” da soli 300 anni, più o meno trenta cicli solari, su un oggetto vecchio di 5 miliardi di anni. Gli effetti sul nostro pianeta si hanno proprio nella fase ascendente del fenomeno.

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Le osservazioni degli astronomi hanno messo in evidenza un aumento dell’attività solare, soprattutto nell’emisfero Sud della stella, ovvero una zona che finora era stata poco studiata in favore dell’emisfero Nord. Sebbene gli studiosi non abbiano a disposizione materiali sufficienti a comprendere pienamente i meccanismi legati all’attività solare nel suo insieme, è possibile ipotizzare che l’attuale fase dovrebbe chiudersi tra circa sei anni, quindi entro il 2019.

In questo frangente c’è da capire a pieno il livello di rischi sulle tecnologie umane, in particolare sul rischio di bloccare le comunicazioni delle grande reti con conseguenze catastrofiche per diversi settori, a partire da quello economico fino ad arrivare a quelli politici e militare. Per tale ragione l’obiettivo a cui si sta lavorando è quello di attivare un piano coordinato tra vari Paesi arrivando a costituire un ente internazionale il cui scopo è quello di sorvegliare questi eventi e gestire le eventuali emergenze che ne possono derivare a livello globale.

10 maggio 2013
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Tommaso Chirco, sabato 18 maggio 2013 alle8:37 ha scritto: rispondi »

Ubi mayor minor cessat.

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