Uno studio condotto in collaborazione tra i ricercatori del Lloyd di Londra e quelli dell’Atmospheric and Environmental Research (AER) degli USA ha tracciato una scenario molto preoccupante per quanto riguarda l’impatto che le tempeste solari potrebbero avere nei prossimi mesi sulle attività umane, partendo dalle telecomunicazioni, per finire con l’erogazione dell’energia elettrica.

L’attività del Sole, che in questi mesi ha raggiunto uno dei suoi picchi massimi, causa infatti delle vere e proprie esplosioni capaci di rilasciare nello spazio delle enormi quantità di energia sotto forma di plasma surriscaldato, dei veri e propri getti che possono arrivare fino alla Terra superando il campo magnetico e arrivando a causare dei danni che, secondo gli scienziati, potrebbero essere molto seri.

Lo studio afferma infatti che le tempeste solari rischiano di portare nell’atmosfera dei grandi sbalzi di energia elettrica, la quale si riverserebbe sulle linee telefoniche e sulla rete energetica arrivando a danneggiare le infrastrutture e causando dei black-out in grado di durare anche diversi mesi, ovvero il tempo necessario per ripristinare le apparecchiature danneggiate.

Le conseguenze economiche delle tempeste solari per i paesi industrializzati sarebbero devastanti, tanto da arrivare a stimare danni per 2,6 trilioni di dollari relativamente a un black-out di cinque mesi. Una soluzione per contenere i danni potrebbe essere quella di aumentare il numero dei trasformatori di scorta, così da consentire un celere ripristino di questi componenti in caso vengano danneggiati quelli attualmente in funzione. Il problema, però, è che la realizzazione e la messa in funzione di questi componenti richiede del tempo e una precisa strategia a tale proposito va pianificata fin da subito.

Nel rapporto si parla di possibili blocchi al funzionamento dei sistemi di controllo delle rotte aeree, con intere flotte che rischierebbero di rimanere a terra, oltre a problemi per molte apparecchiature elettriche, comprese quelle ospedaliere, e per le comunicazioni satellitari, sia in ambito militare che in quello civile. Da notare inoltre come le proiezioni attuali individuino nelle zone costiere degli USA e della Gran Bretagna le aree potenzialmente più a rischio, comprese quindi grandi città come New York e Washington DC.

Le previsioni degli scienziati indicano che il rischio di forti tempeste geomagnetiche potrebbe avvenire all’inizio del 2015, invitando in questo modo i governi ad adeguarsi in questo lasso ti tempo adottando le necessarie precauzioni.

7 giugno 2013
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jumpjack, sabato 15 giugno 2013 alle17:38 ha scritto: rispondi »

ma quella ricerca non era del 2006 e non parlava del 2012/2013?

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