Una forte tempesta solare si sta abbattendo in queste ore sulla Terra e, come per ogni evento di questo genere, sale l’attenzione per quelli che potrebbero essere gli impatti sulle attività umane, soprattutto riguardo al funzionamento dei satelliti per le comunicazioni e del sistema GPS, oltre che alle linee elettriche.

L’evento ha preso il via lo scorso martedì, quando il satellite Soho della NASA ha rilevato un forte getto di particelle che dalla macchia solare AR1944 è stato espulso proprio in direzione della Terra. L’attività solare è avvenuta nell’emisfero Sud dell’astro e, secondo l’agenzia americana Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration), si tratta di un’eruzione di classe X, ovvero il livello più alto su una scala che comprende cinque classi di potenza.

I primi effetti sulla Terra si sono fatti sentire già nella giornata di ieri, quando sono arrivati i primi fasci di particelle solari cariche di energia. La tempesta magnetica è frutto della più grande eruzione solare registrata negli ultimi dieci anni e potrebbe causare danni a vari livelli, fino a costringere gli aerei a modificare le rotte abituali in modo da evitare delle pericolose esposizioni alle radiazioni.

Gli esperti mettono in guardia dal rischio di tempeste geomagnetiche polari in grado di bloccare il funzionamento delle linee elettriche, nonché di compromettere l’integrità dei satelliti artificiali in orbita attorno alla Terra, con il rischio di veder paralizzate le trasmissioni dati, comprese quelle di Internet e le comunicazioni telefoniche.

Intervistato sui potenziali rischi legati alla tempesta, Marco Masserotti dell’Osservatorio di Trieste dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) spiega che:

I problemi possono sorgere anche per gli equipaggi e i passeggeri dei voli aerei che percorrono le rotte polari. Essendo flussi di particelle ad alta energia, aumenta sensibilmente la dose di radiazioni che si assorbono durante il volo. Le compagnie aeree tengono d’occhio questi bollettini e all’occorrenza possono adottare rotte alternative o, in casi estremi, possono anche rinviare le partenze.

E proprio in tema di rinvii va segnalata la decisione di rimandare di un giorno il lancio della navicella cargo Cygnus, che sarebbe dovuta partire per rifornire la Stazione spaziale internazionale l’8 gennaio ma che ha dovuto attendere per la partenza al fine di evitare danni e malfunzionamenti alle apparecchiature elettroniche di bordo.

10 gennaio 2014
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