Si è svolta ieri a New York la conferenza dal titolo “FightingClimateChange: SharingItaly’s Innovative Technologies”. Per l’occasione sono stati presentati dalla Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite, ai 120 delegati ONU presenti, 6 progetti italiani di alta tecnologia che hanno lo scopo di monitorare le condizioni ambientali e aiutare ad affrontare e prevenire gli effetti del cambiamento climatico.

L’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) ha presentato Venus Swarm, degli sciami, di droni sottomarini che aiuteranno a monitorare le condizioni delle nostre acque; Telespazio-Finmeccanica ha portato i propri progetti COSMO-SkyMed e Copernicus, con i quali osserva e controlla la terra da lontano; altre proposte sono state portate da CAE, Consorzio Venezia Nuova e Enel Green Power.

Venus Swarm dell’ENEA si configura come una specie di web sott’acqua che si ispira al comportamento collettivo degli sciami. Si tratta di una serie di “pesci robot” in grado di monitorare grandi volumi di mare acquisendo informazioni su acidificazione, salinità, temperatura, velocità e direzione delle correnti, fornendo un quadro analitico preciso sia su scala locale che globale.

L’innovativo sistema di comunicazione è basato sull’integrazione di modem acustici e ottici e sta per essere brevettato. Riesce a comunicare anche con i satelliti, grazie ad un transmitter responder che si trova in superficie. Claudio Moriconi, responsabile del Laboratorio ENEA che ha sviluppato la tecnologia, spiega:

Grazie ai sensori integrabili, Venus Swarm riesce a correlare variazioni termiche, geoclimatiche e bioclimatiche della massa acquea con le osservazioni atmosferiche e di superficie e soprattutto permette di acquisire informazioni utili con rapidità e a costi contenuti per intervenire con tempestività in materia di urbanistica, protezione della salute, turismo, pesca e inquinamento.

Venus Swarm sarà presto utilizzato anche per proteggere la Laguna di Venezia e precisamente monitorare le condizioni del MOSE, il sistema di dighe mobili a “scudo” che il Consorzio Venezia Nuova ha realizzato per proteggere la città dall’acqua alta.

I prodotti Finmeccanica vanno invece dai sistemi satellitari per l’osservazione della Terra e la geo-localizzazione basati su dati radar, da aerei ed elicotteri per interventi sul territorio fino ai velivoli a pilotaggio remoto. Tutti strumenti che permettono di valutare il contesto, rilevare dati e analizzarli per la realizzazione di scenari che prevedono diversi tipi di intervento.

I sistemi satellitari sono fondamentali da questo punto di vista, in quanto possono permettere di rilevare la temperatura di terre e oceani, monitorare aree a forte rischio idrogeologico, valutare le condizioni delle risorse naturali, la qualità dell’aria e dell’acqua e l’evoluzione dei ghiacciai e delle zone polari, soprattutto in termini di scioglimento dei ghiacci a causa del graduale aumento delle temperature.

13 aprile 2016
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