La moda di produrre e allevare cagnolini dal formato mignon, quelli definiti Teacup Dog o da tazza, sta favorendo non pochi problemi di salute ai quadrupedi. Ma anche dolore e sofferenza ai proprietari che li acquistano, per poi ritrovarsi esemplari delicati, sofferenti e sopraffatti dalle problematiche.

Il trend che imperversa, la voglia di emulare qualche VIP, ha prodotto un’alta richiesta e spinto molti allevatori a creare questo genere di esemplari. I cagnolini, dall’aria adorabile e tenera, possiedono un formato ridotto non del tutto naturale. E questo causa loro deformità, malattie, problemi alle ossa e dismorfismo. Nonostante l’incredibile popolarità in USA e nella Corea del Sud, il Regno Unito ha deciso di frenare la pericolosa tendenza.

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La dottoressa Rowena Packer, una ricercatrice in forze al Royal Veterinary College in Inghilterra, ha parlato dell’argomento con il Telegraph. Come specifica, la voglia di accudire cuccioli da tazza è ancora molto forte e spinge alla produzione di cagnolini ancora più piccoli. Esemplari che, già per conformazione, sono considerate razze mini. Nonostante l’aspetto accattivante e la fisionomia buffa, ciò che preoccupa sono le conseguenze dirette sulla loro salute. Questo genere di struttura fisica, troppo contenuta, può portare alla lussazione della rotula con la dislocazione della stessa e una forte zoppia con dolore. Ma anche il collasso della trachea e relative problematiche respiratorie, danni ai denti con dolore cronico, alito cattivo e, soprattutto, una patologia che colpisce il cervello. La siringomielia, che favorisce la creazione di cisti o di liquido all’interno del midollo spinale, con aumento del volume cerebrale oltre alla scatola cranica. Ancora, questi esemplari presentano una spiccata fragilità ossea.

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Molte associazioni animaliste hanno chiesto agli allevatori di fermare questo scempio, di stoppare la scelta innaturale di produrre cani sempre più piccoli. La stessa associazione Kennel Club ha deciso che non riconoscerà nessuna di queste produzioni come razza ufficiale, consigliando gli acquirenti di volgere l’interesse verso altre tipologie di cani. Anche la RSPCA ha richiesto una legislazione più severa in merito, in particolare nei confronti degli allevamenti intensivi di questo tipo.

5 luglio 2017
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