Si tinge di giallo (è proprio il caso di dirlo, visto il colore dei taxi newyorkesi…) la vicenda che vede protagonisti Nissan, il suo minivan NV200 e l’amministrazione comunale di New York City. Il costruttore giapponese, che di recente aveva raggiunto un accordo con le autorità locali per far diventare dei taxi alcuni esemplari di Nissan NV200, rischia infatti di vedersi annullare quanto pattuito in un primo tempo e tutto a causa del sistema propulsivo del suo modello.

Secondo quanto spiegato dalla Corte Suprema di New York, la Nissan NV200 non è un modello ibrido e non è quindi adatta ad entrare in servizio come taxi in quanto non rispetta i requisiti previsti dal piano sui trasporti pubblici cittadini messo a punto dal sindaco Michael Bloomberg, il quale ha stabilito di incentivare l’adozione di mezzi alternativi.

In effetti, la Nissan NV200 non presenta nella sua gamma una variante dotata di motore elettrico, ma il costruttore giapponese ha assicurato di avere in programma il lancio di una versione ibrida nel 2015: una tesi che, però, non sembra aver convinto i giudici, i quali hanno respinto le ragioni del gruppo dichiarando così “nullo e inapplicabile” l’accordo sottoscritto in precedenza.

La decisione della Corte sembrerebbe aprire così nuovi scenari per quanto riguarda il parco veicoli in servizio taxi a New York, con la possibilità che possano tornare in gioco altri costruttori. La vicenda, comunque, resta ancora aperta e in attesa di una replica da parte di Nissan, con diversi osservatori che si dicono sicuri di come questa battuta d’arresto non riuscirà a bloccare un accordo del valore di un miliardo di dollari per 10 anni.

27 maggio 2013
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