Giuliano Amato è uno dei papabili per la carica di Presidente della Repubblica, le cui elezioni sono ormai prossime. Sarà, allora, il vento che spira verso il Quirinale ad averlo indotto a prendere posizioni alquanto inaspettate su uno dei temi caldi degli ultimi anni: l’Alta Velocità Torino-Lione.

Amato No TAV? Se lo chiedono per primi proprio i militanti valsusini, sbigottiti per un endorsement, ancorché timido, del tutto inatteso. Cosa ha detto però esattamente l’ex primo ministro? Ad una domanda specifica sulla necessità della TAV ha risposto:

Non è detto corrisponda ai flussi attuali, ma ci sono tanti progetti che hanno solo bisogno di soldi per partire, per esempio ce ne è uno per produrre energia solare nei deserti del Nord Africa che costa 400 miliardi di euro.

Leggi il progetto Low Cost per realizzare la TAV

Ironicamente i No TAV su internet ricordano le posizione radicalmente diverse tenute da Amato nel 2001 quando firmò l’accordo intergovernativo tra Italia e Francia a Torino.

I maligni, allora, pensano che si tratti di una mera evoluzione grillina atta ad ampliare il consenso attorno al proprio nome. Va ricordato però come dal 2001 ad oggi il nonsenso del progetto sia diventato sempre più evidente. Il progetto Lisbona-Kiev è morto da un po’, come è noto che i traffici di merci sul fronte Torino-Lione siano in costante calo.

Leggi i termini del no del Portogallo al TAV Lisbona-Madrid

Magari, per una volta, è stata tale evidenza a suggerire il voltafaccia del politico di turno. Da notare, infine, come Amato citi come “da finanziare” un progetto, il fotovoltaico nell’Africa Sahariana, che recentemente Chicco Testa, presidente di Assoelettrica, ha definito, testuali parole, “una minchiata”.

Insomma, con Amato ci troveremmo forse con un Presidente della Repubblica non chino alle richieste di Confindustria? Qualche dubbio ci rimane, anche se solo il tempo, casomai, ci dirà la verità.

Fonti: No TAV

11 aprile 2013
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