Un’altra puntata nella lunga e complessa vicenda dell’Alta Velocità in Italia, ma non solo. L’Ufficio europeo per la lotta Antifrode (Olaf) ha deciso di aprire un fascicolo di indagine sul progetto Alta Velocità Torino-Lione.

Indagine UE frutto di un esposto che i due europarlamentari Michèle Rivasi e Karima Delli dello European Green Party avevano presentato in relazione a delle irregolarità che sarebbero state compiute dalla Ltf, la società italo-francese che ha realizzato gli studi e i lavori preliminari per la costruzione del tunnel di base della TAV Torino-Lione.

Questo avviene a pochi giorni dalla scadenza prefissata (26 febbraio) per poter presentare richiesta ufficiale di finanziamento all’Unione Europea, da parte di Italia e Francia. Il fatto che l’Europa si faccia carico del 40% dei costi del progetto (8,5 miliardi di euro) non appare quindi una cosa scontata come da più parti si è voluto far credere. Monica Frassoni, coordinatrice di Green Italia e co-Presidente del Partito Verde Europeo, e Karima Delli, eurodeputata Verde, hanno commentato così la vicenda:

Con oggi si segna una nuova tappa per coloro che si oppongono al progetto della Lione-Torino: è il riconoscimento di tutto il duro lavoro svolto per raccogliere le prove necessarie a far finalmente luce sull’operato della società ferroviaria Lione Torino.

La gravità delle prove raccolte ha, infine, convinto l’Olaf ad indagare su questo progetto, cofinanziato da fondi UE. L’apertura di un’indagine è la prova che non si tratta di accuse, ma di fatti reali, che oltretutto pesano sul bilancio europeo.

L’inchiesta farà riferimento ai documenti che verranno consegnati da Daniel Ibanez, del coordinamento di opposizione alla Lione-Torino. Già il 19 gennaio i Verdi europei avevano indetto una conferenza stampa europea sul tema, all’Assemblée Nationale a Parigi, durante la quale avevano ribadito come il progetto ferroviario Lione-Torino sia costoso e inutile e come i Verdi di entrambi i lati delle Alpi siano d’accordo nella volontà di fermarlo.

Anche la Corte dei conti francese aveva a suo tempo contestato la redditività del progetto, così come molti dubbi erano stati presentati da parecchi studi italiani. I Verdi aggiungono che:

Il dossier Lione-Torino è stato messo ulteriormente in discussione a seguito della rivelazione di conflitti di interesse da entrambi i lati delle Alpi e la presenza, certificata dai magistrati italiani, di subappaltatori legati alla mafia nel cantiere italiano de La Maddalena. Una situazione destinata a peggiorare visto che in Francia non esiste una legge contro la mafia.

Situazione dichiarata dagli stessi Verdi inaccettabile, com’è inaccettabile pensare di spendere oltre 26 miliardi di euro per una tale opera quando, a loro detta:

Sarebbe sufficiente, per raggiungere lo stesso scopo, sfruttare a pieno la linea ferroviaria già esistente, ma ancora sottoutilizzata.

Ecco perché dichiarano che faranno uso di tutte le possibili vie legali per continuare a lottare e raggiungere l’obiettivo: quello di mettere la parola “fine” a speculazioni e danni al territorio per la soddisfazione di interessi privati.

9 febbraio 2015
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I vostri commenti
GIUSEPPE, lunedì 16 febbraio 2015 alle23:26 ha scritto: rispondi »

Speriamo che sia la volta buona per fermare questo mare di soldi buttati

mario asmara, martedì 10 febbraio 2015 alle17:06 ha scritto: rispondi »

Ad andar per induzioni si fan torti anche ai bieboni. Spero in una seria analisi di quanto anche da tempo denunciato dalla quasi totalità del mondo accademico torinese. L'impressione mia, molto soggettiva, è che si vogliano spendere soldi in modo un pò troppo allegro. Come in tutte le iniziative dove i nostri maldestri o anche troppo destri, politicanti e relativi entourage, hanno un grande interesse a muovere soldi sui quali si hanno poi provvigioni improprie (TANGENTI). Ripeto, mi auguro una severa indagine.

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