Giornata in aula quest’oggi per Erri De Luca. Lo scrittore è stato ascoltato dai magistrati per rispondere dell’accusa di istigazione a delinquere, rivoltagli in merito ad alcune sue frasi relative alla necessità di ostacolare la realizzazione della TAV in Val di Susa.

Molti i sostenitori di Erri De Luca presenti in aula a Torino, chiamato a rispondere di alcune dichiarazioni contenute in un’intervista resa all’Huffington Post. Davanti ai giudici lo scrittore proclama da subito, pur confermandosi contrario alla TAV, la sua totale estraneità alle accuse:

Il sabotaggio della TAV è necessario, ma nel senso di ostruire, impedire l’opera. Quando ho rilasciato le mie dichiarazioni all’Huffington Post non sapevo si parlasse di molotov, ero a conoscenza soltanto delle cesoie servite a tagliare le reti del cantiere. Le cesoie sulle reti illegali ripristinano soltanto la legalità.

De Luca ha proseguito sottolineando quello che a suo giudizio era il vero significato della sua affermazione in merito alla necessità di sabotaggio della TAV, negando in tal senso qualsiasi ipotesi di terrorismo:

La TAV va sabotata. Ecco perché le cesoie servivano: sono utili a tagliare le reti. Nessun terrorismo… Sono necessarie per far comprendere che la TAV è un’opera nociva e inutile… Hanno fallito i tavoli del governo, hanno fallito le mediazioni: il sabotaggio è l’unica alternativa.

Non associo il cantiere TAV all’immagine del Palazzo d’inverno che va preso e distrutto con la forza, è piuttosto la città di Gerico che è circondata da un coro di migliaia di voci e dalla forza di quel coro vengono abbattute le sue mura.

Il processo è stato poi aggiornato al 21 settembre dal giudice Immacolata Iadeluca. All’uscita dall’aula lo scrittore ha ricevuto testimonianze di solidarietà e ha dichiarato:

Io istigare? Nessuno mi ha mai attribuito questa responsabilità. Solo la procura di Torino…Posso istigare alla lettura. Al massimo alla scrittura. Questo processo mette a repentaglio la libertà d’espressione contraria, quella favorevole e ossequiosa invece è sempre accolta a braccia aperte.

20 maggio 2015
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