TAV: ecco il progetto low cost per la Torino-Lione

Continua in maniera animosa il dibattito sulla linea TAV Torino-Lione. Il treno alta velocità ampiamente contestato dagli abitanti della Val di Susa è come sappiamo una grande opera, considerata necessaria per il rilancio del Paese da molti partiti (fra cui tutti quelli che sostengono l’attuale governo), e al contrario evocato come esempio di spreco di risorse economiche e ambientali da parte dei movimenti della società civile.

Come era già emerso nella nostra lunga intervista al Presidente nazionale Vittorio Cogliati Dezza, Legambiente è tra le associazioni più convinte nel sostegno alle tesi No TAV. Un nuovo documento dell’associazione si preoccupa, allora, di rispondere alle dichiarazioni del Governo Monti in favore dell’opera:

Il documento presentato dal Governo il 9 marzo scorso non convince e non risponde ai dubbi sull’utilità dell’opera e sulla sua realizzazione i concetti riassunti nelle risposte del Governo non sono supportati da dati verificabili e paiono uno spot più che un documento tecnico. Inoltre la vera questione aperta rimane l’utilità dell’opera e non le modalità della sua realizzazione; i flussi di traffico ipotizzati sulla direttrice interessata dal progetto non giustificano la realizzazione di un’opera così costosa e impattante che sarebbero invece soddisfatti da un ammodernamento della linea ferroviaria storica a oggi ampiamente sottoutilizzata.

Si tratta di un comunicato stampa firmato Fabio Dovana, presidente Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta. Si dirà che questo ostinarsi a dire “no” possa essere ormai un attardarsi in un dibattito ormai archiviato. In realtà, a ben vedere è forse il fronte del “sì” a essere piuttosto in difficoltà. Lo testimonia il nuovo progetto che riduce di molto l’opera anche rispetto alle precedenti variazioni low cost.

Premettiamo che nessuna delle carte presentate due giorni fa ai rappresentanti dei Comuni interessati all’interno di un incontro con gli amministratori locali in Regione e il presidente Roberto Cota è ancora qualcosa di lontanamente ufficiale. Ma la direzione intrapresa è evidente:

  • riduzione del lavoro al solo tunnel principale e alla costruzione di due stazioni internazionali (Susa e Saint Jean de Maurienne);
  • no al tunnel nell’Orsera, che resta in progetto su carta, ma la cui effettiva realizzazione slitta a tempi diversi e imprecisati (leggasi, verosimilmente, mai);
  • Il tunnel sarà per lo più interrato a gran profondità se non in brevi tratti (Susa e Bussoleno);

Insomma, la nuova linea si riduce nel territorio italiano a appena 18 km. Il tempo di arrivare a Bussoleno e di riprendere il cammino sulla vecchia linea.

Questi tagli, che come anticipato sono tendenzialmente presentati come temporanei, riducono effettivamente i preventivi di spese e di durata di cantiere in maniera notevole. Va detto che l’Italia ha, però, il triste primato di saper far lievitare i costi cantieristici in fieri.

Ad ogni modo, i rappresentanti dei comuni maggiormente orientati verso i No TAV si sono dimostrati felici. Non tanto per la soluzione, che resta in sé e per sé inaccettabile, ma per la dimostrazione chiara che la lotta sta comunque pagando. Come ha dichiarato Antonio Ferrentino, sindaco di Sant’Antonio di Susa:

Proprio l’opposizione ha costretto tutti a uno studio approfondito, che ha ridotto l’impatto dei cantieri sul territorio. Senza l’Orsiera tutta la Bassa valle non sarà più interessata dai lavori.

Ma i sindaci di Vaie e Avigliana restano comunque sul chi va là:

Il problema è che manca ancora un documento ufficiale e che, pur andando avanti solo con la parte transfrontaliera, da nessuna parte sta scritto che il resto del progetto è cancellato. Un problema che blocca anche la trasformazione urbanistica di molti terreni e incide sul valore delle case.

Insomma, la situazione sembra in continua evoluzione. Difficile per non cogliere l’influenza positiva della spinta della società civile e dei movimenti No TAV all’interno del dibattito istituzionale.

Fonti: Legambiente.it
Il Sole 24 Ore

30 marzo 2012
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I vostri commenti
lui la plume, domenica 1 aprile 2012 alle0:53 ha scritto: rispondi »

Basta tasse .... bisogna evitare gli sprechi.

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