In arrivo una nuova tassa sui rifiuti. Sarà la Tares (Tariffa comunale sui rifiuti e i servizi) a prendere il posto dal prossimo anno delle attuali Tarsu e Tia (dove applicata). Il pagamento è previsto in quattro rate da gennaio a ottobre, con l’approvazione per il 2013 di un rinvio per la prima riscossione ad aprile.

I proventi della nuova tassa sui rifiuti saranno destinati al finanziamento per intero del servizio di igiene ambientale, ma anche dei costi riguardanti l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade, del verde pubblico e tutti gli altri “servizi indivisibili” garantiti dai Comuni. Anche in questo caso sarà previsto il pagamento dell’IVA sulla tassazione, come previsto per le precedenti Tarsu e Tia.

Chi pagherà la Tares e quali gli aumenti previsti

La Tares avrà un diverso impatto sul territorio, gravando in maniera più lieve per chi già corrisponde la Tia rispetto alla Tarsu. Chi attualmente è soggetto a quest’ultima vedrà i propri costi per l’immondizia aumentare in maniera più marcata. Ad essere interessati dalla nuova imposta saranno non soltanto i possessori e residenti di appartamenti ad uso privato, ma anche di negozi, capannoni, altri locali commerciali e spazi scoperti potenzialmente in grado di produrre rifiuti urbani.

Secondo le prime stime della UIL si parla di un aumento medio del 37,5% per le residenze private (circa 80 euro), mentre per i locali commerciali Confcommercio fa sapere che l’aumento previsto sarà nell’ordine del 293%. Introdotta lo scorso novembre dal Governo Monti con il decreto Salva Italia, la tassa riceverà il via ufficiale nel 2013 grazie ad alcune normative applicative introdotte nella legge di stabilità in discussione alla Camere.

Pagamenti e calcolo della nuova tassa sui rifiuti

Il pagamento della Tares è stato inizialmente previsto in quattro rate a partire dal mese di gennaio, con le successive stabilite per i mesi di aprile, luglio e ottobre (salvo diversa disposizione dei singoli Comuni). Secondo quanto poi effettivamente inserito nella legge di stabilità viene al momento fissata solo la prima rata, posticipata al mese di aprile, mentre la decisione sulle successive viene rimandata agli enti locali.

Alcune altre discrezionalità sono lasciate ai Comuni come l’entità dell’aumento previsto. La Tarse comporterà un aggravio minimo previsto dalla legge di 30 centesimi per metro quadro, calcolati sull’80% della superficie calpestabile registrata al catasto. I singoli enti locali potranno però in caso di necessità elevare la quota fino a 40 centesimi al metro quadro.

L’eventuale aumento da parte dei Comuni della quota prevista non sarà però applicato alle rate iniziali, sulle quali si pagheranno i previsti 30 centesimi, ma attraverso un conguaglio da applicare nell’ultima rata prevista. Fino ad aprile 2013 dovrebbe comunque essere calcolato l’importo come previsto dalle attuali Tarsu e Tia. I pagamenti potranno essere corrisposti attraverso bollettino postale o modello F24.

20 dicembre 2012
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I vostri commenti
lui la plume, mercoledì 13 marzo 2013 alle0:41 ha scritto: rispondi »

qualsiasi tassa che non faccia riferimento al volume ... al peso del conferito .... e' una truffa che siamo costretti a subire....

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