Fate attenzione alla Tassa sui Rifiuti perché potreste pagare più del dovuto. A lanciare l’allarme è stato Francesco Luongo, presidente del Movimento difesa del cittadino, che ha lanciato la campagna Sos Tari per aiutare i contribuenti nella richiesta di rimborso e reclami. La bolletta che vi arriva a casa, come denunciato da molti cittadini ha una veste grafica poco chiara e quindi è difficile da capire.

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Bisogna prestare particolare attenzione alla voce Dettaglio Immobili che varia da Comune a Comune. Normalmente, aprendo l’avviso di pagamento, troverete il totale delle spese per la raccolta rifiuti e, solo a fondo pagina o in alcuni casi anche nella pagina successiva, potrete visionare i costi “spacchettati”. Nello specifico vedrete accanto all’appartamento la quota fissa e quella variabile:

  • Quota fissa: costo al metro quadro da moltiplicare per la superficie dell’immobile;
  • Quota variabile: dipende dal numero di occupanti dell’abitazione.

È molto importante quindi notare le eventuali inesattezze che si trovano in queste due voci controllando anche il regolamento che disciplina la Tari nel proprio Comune di appartenenza.

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Se qualcosa non va si può fare una richiesta di indennizzo, che va inviata con raccomandata di ritorno o PEC allegando gli avvisi di pagamento della Tari che volete contestare. Il tempo a disposizione per il rimborso è di cinque anni e, per fare tutto nel modo corretto, chiedere aiuto alle associazioni dei consumatori potrebbe essere utile.

13 novembre 2017
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