Una maxi tassa sui prodotti zuccherati per la prevenzione di obesità e problemi ai denti. A chiedere a gran voce l’introduzione di un apposito sistema di tassazione sulle bevande e i cibi con zuccheri aggiunti i ricercatori della London School of Hygiene and Medicine.

La salute dei denti passerebbe quindi anche per un ridotto consumo di prodotti contenenti alte dosi di zucchero, da ottenere incrementando il prezzo al consumo. Secondo i dati presentati dai ricercatori britannici circa 500 bambini ogni settimana si presentano in ospedale con problemi dentali, mentre più di un quarto dei più giovani mostrano livelli di decadimento gravi.

Un incremento del prezzo di vendita del prodotto che dovrà essere valutato con attenzione, non risultando in ogni caso inferiore al 20%. Come ha spiegato l’autore principale dello studio, il Professor Philip James:

Il prezzo di vendita al dettaglio di bevande zuccherate e cibi ricchi di zuccheri deve essere incrementato di almeno il 20% per avere un effetto ragionevole sulla domanda dei consumatori così da significare una tassa sugli zuccheri come fossero un prodotto.

Il livello dipenderà dalle analisi degli esperti, ma ipotizzo che una tassazione del 100% potrebbe essere richiesta. I distributori automatici che offrono prodotti confezionati e bevande zuccherate in aree controllate o supportate finanziariamente da governi centrali o locali dovrebbero essere rimossi.

Non è in programma la messa al bando dei prodotti contenenti alte dosi di zuccheri, spiega lo stesso ricercatore, ma una particolare attenzione verso problemi di salute pubblica in relazione a un loro eccessivo consumo:

Non parliamo di draconiane politiche di messa al bando dei prodotti ricchi di zuccheri, disponibili ovunque, ma nessuna pubblicità o supporto pubblico dovrebbe contribuire all’incremento di problemi quali la carie dentale, l’obesità e il diabete.

Abbiamo bisogno di rendere chiaro che l’uso di succhi di frutta e il concetto di leccornie ad alto contenuto di zuccheri per i bambini dovrebbero non soltanto non essere promossi, ma essere anzi esplicitamente indicato come tali prodotti non siano in alcun modo d’aiuto.

A criticare l’eccessivo consumo di prodotti contenenti zuccheri aggiunti anche il Prof. DiNicolantonio, che ha di recente presentato un’analisi nella quale tale prodotto viene indicato come tra i principali responsabili per l’ipertensione:

È lo zucchero e non il sale che può essere a tutti gli effetti un fattore causale per la pressione alta. Questo concetto è supportato da meta analisi di studi randomizzati di controllo (studi di larga scala) che suggeriscono come lo zucchero sia maggiormente collegato alla pressione sanguigna dell’uomo rispetto al sodio.

Incoraggiare i consumatori a ridurre il consumo di zucchero, non di sale, potrebbe risultare più efficace nella strategia dietetica per ottenere un reale controllo della pressione sanguigna.

18 settembre 2014
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