Tartarughe uccise dalla plastica: il 50% la mangia

La plastica sta diventano la causa primaria di morte per le tartarughe marine. È quanto rivela un recente studio pubblicato su Nature, pronto a rivelare dei dati davvero drammatici: il 50% delle tartarughe scambia la plastica per cibo e, degli esemplari che ingeriscono il materiale, le possibilità di sopravvivenza si riducono sensibilmente.

Secondo quanto rivelato dallo studio, circa il 50% delle tartarughe ha ingoiato, nel corso della propria esistenza, della plastica. Di queste, sembra che l’ingestione di almeno 14 pezzi di plastica, anche di piccole dimensioni, possa aumentare del 50% il rischio di morte improvvisa, per esemplari comunque destinati a una scarsa aspettativa di vita. I residui dei rifiuti, infatti, quando non bloccano le vie respiratorie rimangono nello stomaco degli animali, impedendo la normale digestione e la possibilità di assorbire gli elementi nutritivi dai cibi.

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Britta Denise Hardesty, a capo dello studio che ha coinvolto diversi istituti universitari, ha scoperto come l’inquinamento da plastica colpisca circa 700 specie marine diverse. Dalle autopsie condotte in Australia su 300 tartarughe rinvenute senza vita, gli esperti hanno potuto stimare tre grandi gruppi di cause di morte: a causa della plastica, non relativi alla plastica e sconosciute. Del gruppo relativo al materiale, dalle indagini è emersa una grande variabilità dei residui ingeriti – da un singolo pezzo a 329 – di conseguenza anche il minimo contatto può rivelarsi letale in alcuni casi.

Non è però tutto, poiché i ricercatori hanno scoperto come siano le tartarughe più giovani a essere maggiormente più colpite dal fenomeno, forse perché non ancora pienamente esperte e quindi più inclini a scambiare bottiglie, tappi e sacchetti come prede o vegetali.

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Sebbene gli sforzi di conservazione per la tutela delle tartarughe stiano portando a effetti positivi in tutto il mondo, con una crescita promettente di ogni popolazione a rischio, la minaccia della plastica continua a renderne difficile la sopravvivenza. È quindi importante non solo cercare di ripulire gli oceani dai detriti purtroppo dovuti all’uomo, ma anche assumere degli atteggiamenti di consumo maggiormente ecosostenibili, sostituendo la plastica con altri materiali e provvedendo, in ogni caso, a un corretto smaltimento.

17 settembre 2018
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