Un vergognoso commercio illegale di animali è stato scoperto dal servizio Cites del Corpo Forestale dello Stato: alcune specie delicate, come tartarughe e rapaci, venivano acquistate online da ignari clienti e spedite nientemeno che tramite pacco postale.

Sì, non si tratta di un errore di stampa: delle povere tartarughe rinchiuse in piccole scatole, opportunamente immobilizzate con del nastro adesivo, venivano spedite in tutta Italia alla stregua di libri, materiale elettronico e abiti. E lo stesso è capitato a falchi lanari, aquile e alle loro uova fecondate. Sono oltre 220 le tartarughe sequestrate in tanti uffici postali della Penisola, tra cui 69 a Olbia, 19 a Genova, 19 a Napoli, 34 a Roma, 63 a Firenze e 30 a Reggio Emilia.

La denuncia, che si dice sia partita da clienti scioccati dalla ricezione del pacco o dagli stessi addetti delle Poste, ha portato a identificare la provenienza delle scatole, quasi tutte inoltrate da Sicilia e Sardegna. Si ipotizza che gli esemplari siano stati catturati in natura, per poi essere forzatamente fatti accoppiare con altri animali, solitamente rinchiusi in garage e cantine. Il commercio illegale avveniva soprattutto via Internet, tramite canali totalmente leciti come i siti di e-commerce eBay, Subito e ItalyPet. Il Corpo Forestale dello Stato spiega come gli acquisti online non siano affatto vietati, ma per essere legali i venditori devono fornire un’opportuna certificazione e organizzare una consegna specifica, con corrieri e mezzi di trasporto idonei all’animale venduto. Ciro Lungo, direttore del servizio Cites, ha infatti spiegato:

«Reperire in Internet è piuttosto semplice, le inserzioni fioccano sui più comuni siti di e-commerce, come eBay, Subito o Italypet. Certamente una fetta del traffico è legale, ma in molti altri casi gli esemplari vengono venduti senza alcuna certificazione. Il grosso del commercio ha come base di partenza la Sardegna e la Sicilia: gli esemplari vengono catturati in natura, poi fatti accoppiare in piccoli allevamenti clandestini e malsani, approntati dentro le cantine o nei garage. Le uova vengono fatte schiudere con l’ausilio di un’incubatrice, poi le tartarughe sono pronte per essere commercializzate in barba a tutte le norme in materia.»

Oltre alle tartarughe anche Aquile del Bonelli e Falchi Lanari, due specie praticamente estinte in Italia, ordinate soprattutto da bracconieri per la caccia e per spettacoli ammaestrati. Ma anche zanne d’elefante provenienti dalla vicina Africa, con cui costruire monili e altri oggetti in avorio.

30 maggio 2012
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