La stampa 3D giunge in soccorso delle tartarughe, spesso vittime di lacerazioni e infortuni che ne potrebbero condizionare pesantemente l’esistenza. È quanto dimostra un progetto condotto negli Stati Uniti, per fornire un nuovo guscio a un’esemplare colpito da malformazioni dovute alla cattiva nutrizione. Il nuovo scudo in materiale plastico permetterà alla testuggine di non cadere vittima dei predatori, delle infezioni e, soprattutto, di risollevarsi autonomamente in caso di cadute o altri piccolo inconvenienti quotidiani.

Cleopatra è una tartaruga leopardo colpita da alcune lacerazioni sulla corazza: tali ferite deriverebbero da un’alimentazione non adeguata fornita dagli ignari proprietari. Condotta al Canyon Critter Reptile Rescue, un centro nel Colorado, l’animale ha potuto ricominciare a nutrirsi in modo adeguato. Questo non è sufficiente, tuttavia, affinché le aperture sul dorso della testuggine possano rimarginarsi naturalmente. Fortunatamente, la tecnologia della stampa in 3D è arrivata in soccorso dell’esemplare e potrà essere utile a tanti altri animali in futuro.

Il problema più grande delle ferite sul guscio deriva dalla possibilità di infezioni dai più vari batteri. Ma costituisce anche un pericolo in caso di piccoli incidenti quotidiani: qualora la tartaruga dovesse cadere, rovesciandosi, non potrebbe più contare su un adeguato appoggio al terreno e non potrebbe, così, tornare sulle sue quattro zampe. Grazie a Roger Henry della Colorado Technical University, tuttavia, il futuro di questa pacifica tartaruga è tornato ad essere roseo. Grazie alle capacità di elaborazione tridimensionale dei computer moderni, così come all’utilizzo di una comune stampante 3D, l’esperto è riuscito a costruire una perfetta protesi per l’esemplare, capace di adagiarsi in modo agile sul gusto già esistente. Una striscia di velcro, invece, ne assicura la piena stabilità: quanto basta affinché l’animale non soccomba al rischio di pericolose infezioni e, fatto non da poco, non rimanga vittima di banali inconvenienti, sia domestici che all’aperto. Di seguito, un video dalle emittenti televisive statunitensi.

27 marzo 2015
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