La bioraria, ovvero la tariffa che ha terrorizzato milioni di italiani e ne ha spinto molti ad approdare alle offerte del mercato libero. Per coloro che rimangono con il cosiddetto regime di maggior tutela la minaccia è quella di un aumento inaudito della bolletta.

In realtà le cose non stanno così, anche se le forme con cui è avvenuto il passaggio possono far adombrare il sospetto che uno degli scopi fosse proprio l’allontanamento di un numero crescente di utenti dalla tariffa “normale”, rivitalizzando un mercato un po’ “spento”. L’obiettivo dichiarato della nuova tariffa era quello di far diminuire i picchi di consumo nel nostro Paese e dunque, a rigor di logica, un passaggio in massa al mercato libero riproporrà gli stessi problemi, costringendo prima o poi ogni gestore ad accettare limitazioni simili.

La soluzione migliore, come suggeriscono ad esempio su Qualenergia.it, è probabilmente quella di imparare a convivere con la tariffa bioraria, traendone il massimo del risparmio possibile.

Quali sono le voci di maggior consumo in una casa media italiana? La risposta è abbastanza semplice:

  • Il boiler dell’acqua calda, laddove manchi una caldaia a gas
  • Il ferro da stiro
  • La lavastoviglie
  • Riscaldamento/raffreddamento degli ambienti
  • La lavatrice

Un certo peso possono avere anche forni elettrici ed i piani cottura elettrici.

In questo senso, per ridurre la bolletta, basta contenere laddove possibile i consumi e concentrarli nelle fasce orarie tariffarie più economiche: dalle 19.00 di sera fino alle 8.00 della mattina. Farsi la doccia la mattina presto o la sera può essere una buona idea – passare ad una caldaia a gas, potenzialmente è un’idea migliore. Così come stirare e fare il bucato dopo le 19.00. La lavastoviglie è un elettrodomestico che non solo può essere usato senza grossi fastidi la sera, ma la cui necessità è spesso discutibile.

In fondo, azionandola soltanto quando a pieno carico, una famiglia di 4 persone può anche limitarsi ad un ciclo settimanale; pulendo magari padelle e pentole a mano (cosa comunque consigliabile).

Ciò che emerge è che, con tutta probabilità, una casa pensata in senso “ecologico” potrebbe ottenere diversi vantaggi dalla tariffa bioraria. Un buon isolamento termico permetterebbe un uso ridotto e concentrato di climatizzatori e riscaldamento, uno scaldabagno a gas o un pannello solare permetterebbero di avere acqua calda a qualsiasi ora – da collegare magari ad una lavatrice ad hoc, in grado prendere l’acqua già preriscaldata, senza azionare le proprie resistenze. E poi ancora soluzioni ecologiche per il piano cottura, il frigo ed il forno.

Certo ristrutturare totalmente una casa può essere una spesa eccessiva o impensabile per molti di noi. Ad ogni modo, la tariffa bioraria può essere vista come il “la” per iniziare un percorso di aumento di efficienza delle nostre abitazioni, spesso da troppo tempo rinviato. E se invece il risparmio energetico è davvero il vostro chiodo fisso, allora potrete prendere in considerazioni anche soluzioni più “estreme” o quantomeno bizzarre. Come, ad esempio, questa lavatrice azionata via “bici”: con una sudata di soli 15 minuti avrete il bucato pulito, senza consumare energia elettrica.

14 luglio 2011
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