Da Taranto ancora numeri record per quanto riguarda il tasso di malati di tumore. Secondo quanto diffuso dall’associazione ambientalista Peacelink la proporzione di chi è affetto da questa patologia tocca punte di 1 caso ogni 18 abitanti nella zona industriale del centro pugliese.

Un numero elevato, che l’associazione ha ricavato analizzando i dati sull’esenzione dal ticket sanitario per “malattie tumorali” (codice: 048), riconosciuta a 8.916 individui su 191.848 residenti (dato ultimo Censimento). In particolare, sottolinea Peacelink:

Nel distretto sanitario 3, che comprende i quartieri più vicini all’area industriale (quartiere Tamburi, Paolo VI, Città Vecchia e parte del Borgo), c’è un malato di cancro ogni 18 abitanti. Per la precisione 4328 malati su 78mila abitanti.

Migliora, ma non di molto la diffusione nelle altre zone di Taranto: nei quartieri più lontani dal polo industriale si registra 1 caso di tumore ogni 26 abitanti. Numeri che si suppone siano stimati al ribasso se considerati i possibili casi di tumori latenti (non ancora manifestatisi) o non diagnosticati.

Dati che secondo l’associazione devono far riflette e spingere l’amministrazione comunale e sanitaria a dotarsi in fretta di strumenti di rilevazione più rapidi ed efficaci. Informazioni immediate e precise riguardanti diagnosi e ricoveri provocati da malattie gravi possono contribuire, sottolinea Peacelink, allo sviluppo di opportuni studi epidemiologici:

Avere un situazione aggiornata è possibile con i sistemi informatici in rete. Occorre in particolare conoscere il dato aggiornato della mortalità quartiere per quartiere, in modo che la magistratura possa intervenire lì dove le autorità politico-amministrative non lo facessero. Purtroppo invece conosciamo solo dati vecchi di anni e i politici di governo ripetono come un mantra che la situazione sta migliorando.

2 settembre 2013
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I vostri commenti
Luigi Giancipoli, lunedì 2 settembre 2013 alle21:20 ha scritto: rispondi »

I politicanti di Taranto e quelli del governo centrale, con i sindacati, confindustira e federacciai hanno approfittato della scarsa conoscenza dei cittadini di Taranto sul disastro ambientale in atto e sull'emergenza sanitaria, per imporre decreti in continuo e favorire la produzione di acciaio a ridosso della città. Hanno ignorato l'indagine epidemiologica della Magistratura e gli stessi dati inequivocabili del Progetto SENTIERI, giungendo barbaramente ad affermare, per bocca di un loro incaricato, che i tumori a Taranto sono la conseguenza dell'eccessivo uso di sigarette e alcool e continuando a sostenere una impossibile ambientalizzazione del sito, non scientificamente provata. Questo significa insultare le famiglie decimate dalle malattie e dalle morti provocate con dolo dalle emissioni mortali. Avranno il coraggio, ora, di negare che i quasi diecimila cittadini sono soggetti a patologie irreversibili e mortali con il codice 048, come ha riscontrato Peacelink, sostituendosi a chi aveva l'obbligo istituzionale di tutelare la salute pubblica e non l'ha fatto?

CLAUDIO MONTEDURO, lunedì 2 settembre 2013 alle19:27 ha scritto: rispondi »

E poi fa tanto clamore la denuncia che il Parmigiano contiene una parte di diossina e che ha fatto trasalire e reagire sdegnosamente i produttori avallati dalla neoministra De Girolamo che ha sentenziato che tali notizie sono allarmanti solo per il mercato di questo formaggio. Non si è la signora "BOCCIA" mai sognata di segnalare la situazione ambientale di Taranto e dei 191 mila suoi abitanti che respirano diossina da quarant'anni. Venissero questi signori a vivere la nostra realtà, ma se ne guardano bene. Infatti l'ineffabile ex ministro Clini affermò che non avrebbe mai fatto vivere a suo nipote nel quartiere Tamburi, quello a ridosso del MOSTRO. Italiani svegliatevi, anzi, TARANTINI ribelliamoci !!!!

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