TAP: nuova inchiesta per presunto inquinamento della falda acquifera

Una nuova inchiesta sta coinvolgendo il TAP, il gasdotto in fase di costruzione in Provincia di Lecce. Si indaga in particolare per un presunto inquinamento della falda acquifera. La vicenda è iniziata negli scorsi mesi estivi, quando il primo cittadine di Melendugno aveva vietato attraverso un’apposita ordinanza di utilizzare l’acqua proveniente dai pozzi nell’area di San Basilio.

Il provvedimento era stato adottato a causa della possibile presenza di sostanze nocive che avrebbero superato i valori limite. Si parlava di arsenico, manganese, nichel e cromo. I realizzatori del TAP avevano risposto che questi elementi chimici si trovavano già nelle acque prima che iniziassero i lavori di costruzione del gasdotto.

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Adesso si indaga sulla possibilità che a causa dei lavori del TAP si possa aver inquinato la falda acquifera per una mancata impermeabilizzazione del cantiere. Sono state avviate alcune analisi, i cui risultati non sono stati ancora diffusi.

Si indaga sul cemento utilizzato per la realizzazione di una cavità all’interno della quale saranno depositati gli apparecchi che servono per la realizzazione di un tunnel nella direzione del mare.

L’obiettivo è quello di controllare se c’è stato veramente un inquinamento della falda acquifera e in quale momento esso possa essere avvenuto. Attualmente rimangono fermi i lavori nel cantiere Tap a San Basilio, a causa di un’ordinanza comunale che ha l’obiettivo di frenare ulteriori contaminazioni delle acque.

8 novembre 2018
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