Durante il Consiglio dei Ministri n° 62, nella giornata di ieri è stato deciso il via libera all’autorizzazione per la realizzazione del TAP (Trans Adriatic Pipeline), ovvero il gasdotto che dalla Turchia attraverserà Grecia e Albania per approdare in Provincia di Lecce e portare gas naturale dall’Azerbaigian all’Italia e all’Europa.

Un sì che non ha tenuto conto del parere negativo, fornito a inizio 2014 da parte del Comitato tecnico Regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale della Puglia e che è stato ribadito in Consiglio dal Presidente della Regione Nichi Vendola. È stato possibile grazie ad una norma dello Sblocca Italia. Vendola, a tal proposito ha tenuto a spiegare che:

La nostra posizione non è mai stata una posizione ideologica. Noi non abbiamo mai espresso un diniego preventivo, anzi abbiamo sempre detto di essere favorevoli a contribuire al mix delle fonti energetiche, anche attraverso la realizzazione del gasdotto. La contrarietà è riferita esplicitamente all’approdo a Melendugno che abbiamo sempre considerato il peggiore tra le opzioni possibili.

Mi sembra che rappresenti davvero una punizione enorme per una Regione che ha dato, e continua a dare, un importante contributo alla produzione, alla distribuzione e al trasporto dell’energia all’intero Paese.

Nel verbale del Consiglio di ieri si legge:

Il progetto sarà portato avanti nella totale osservanza di tutte le prescrizioni previste dalle amministrazioni intervenute nel procedimento, prevedendo anche le opportune misure per massimizzare le ricadute positive sull’economia del territorio e sulle attività tipiche locali. L’infrastruttura ha conosciuto una lunga elaborazione e un’istruttoria complessa, durata alcuni anni, che ne ha vagliato in maniera approfondita tutti gli aspetti, a partire dalla compatibilità ambientale.

Con la decisione odierna, il Consiglio dei Ministri ha ribadito all’unanimità la rilevanza del gasdotto sotto il profilo della necessità di una diversificazione delle forniture energetiche, anche alla luce dell’esigenza di aprire un nuovo corridoio energetico per importare il gas prodotto nell’area del Mar Caspio in Italia e in Europa, in ottemperanza ad obblighi comunitari e internazionali assunti dall’Italia.

Comitati e associazioni confluiti nel movimento NO TAP hanno sempre ritenuto che di ricadute positive non ve ne fossero e che anzi l’impatto a livello paesaggistico, ambientale e turistico potrebbe avere effetti devastanti.

30 aprile 2015
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Sara, martedì 13 ottobre 2015 alle11:47 ha scritto: rispondi »

Ho lottato insieme ai no tap per non far passare il gasdotto da melendugno,anche perchè a san foca a torre dell'orso e sant'andrea sono i mari più belli e pieni di vita del salento!!!!!!io abito a Serrano,penso che sappiate dov'è,sinceramente pensare di non poter portare piùmia figlia al mare perchè inquinato bè mi girano le balline,oltretutto oltre all'impatto ambientale che sarà distruttivo,non dimentichaiamoci anche per la nostra salute!!!!!!!!!!!!!ma al governo non interessa e sto veramente maleeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!

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