Sono giorni di forte tensione quelli che si stanno vivendo in Puglia, nei pressi di Melendugno (Provincia di Lecce), dove nella mattinata di ieri sono ripresi i lavori finalizzati alla costruzione dell’infrastruttura destinata al gasdotto TAP, che trasporterà la materia prima dall’Azerbaigian al Salento, attraversando Turchia, Grecia, Albania e Adriatico. A scatenare nuovamente le proteste è stata la notifica inviata nella tarda serata di lunedì dal Ministero dell’Ambiente alla Prefettura di Lecce, che di fatto autorizza in via ufficiale le operazioni.

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Un folto gruppo di manifestanti, guidato da sindaci locali e rappresentanti delle forze politiche, sta da allora cercando di bloccare l’attività degli operai che intendono procedere alla rimozione di 211 ulivi, alcuni dei quali già eradicati e “impacchettati”, per poi essere trasportati fino al luogo in cui dovrebbero essere nuovamente impiantati. Ad esprimere il proprio dissenso è anche Michele Emiliano, presidente della Regione e candidato alla segreteria PD, che si appella ora al ricorso depositato presso la Corte Costituzionale per bloccare l’avanzamento della TAP.

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Nella giornata di ieri si sono registrati scontri tra le forze dell’ordine e i presenti, nonché alcuni malori che hanno richiesto con urgenza l’intervento dei mezzi di assistenza medica. La stampa locale riporta la notizia di una bomba carta esplosa nel corso della notte vicino alla sede delle società di vigilanza che si occupa di controllare l’area e di chiodi disseminati lungo le arterie stradali che portano al sito. Marco Potì, sindaco di Melendugno, ha invitato tutti coloro che partecipano alla manifestazione No TAP a non assumere alcun tipo di comportamento riconducibile alla violenza.

Nonostante i tentativi di mediazione, i disordini proseguono: da una parte c’è chi si oppone alla costruzione della tratta italiana del Trans Adriatic Pipeline, dall’altra i camion e i macchinari utilizzati dagli operai impegnati nella fase di eradicazione degli alberi. In mezzo un cordone di agenti in tenuta antisommossa.

29 marzo 2017
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