Sale la tensione nei pressi di Melendugno, Comune di circa 10 mila abitanti della Provincia di Lecce, dove stanno prendendo il via i lavori per la costruzione del gasdotto TAP. Un’opera fortemente contestata dalla popolazione locale, dagli attivisti e da alcuni esponenti del mondo politico. Oggi si registra il blocco dell’accesso alla zona agli organi di stampa e un imponente dispiegamento di forze dell’ordine in assetto antisommossa, fin dalle prime luci dell’alba.

La situazione è critica ormai da diverse settimane, fin da quando si è iniziato a sradicare oltre 200 ulivi nelle località di San Basilio, San Foca e appunto a Melendugno per far posto all’installazione dell’infrastruttura dove è previsto sorga l’impianto.

Il 20 marzo le autorità locali avevano diffidato i responsabili del cantiere dal proseguire con le operazioni, a causa del mancato ottenimento delle autorizzazioni necessarie. Il via libera è giunto nella serata di ieri, mediante una notifica inviata dal Ministero dell’Ambiente alla Prefettura di Lecce. Subito si sono riaccese le proteste.

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Il percorso previsto per il Trans Adriatic Pipeline parte nei pressi di Kipoi, al confine tra la Grecia e la Turchia, dove si dovrebbe collegare al Trans Anatolian Pipeline, per poi proseguire sulla terra ferma attraversando la parte settentrionale della Grecia muovendo in direzione ovest attraverso l’Albania per approdare infine sul litorale Adriatico, confluendo nella rete italiana del Salento. Il tutto con una lunghezza complessiva pari a 878 Km, gli ultimi 8 Km in Italia.

Si temono dunque scontri tra i manifestanti guidati dal movimento NoTAP e le forze dell’ordine. Le testate locali parlano di elicotteri in volo per monitorare la zona e di un cordone di agenti che protegge il lavoro degli operai nel cantiere situato nella località d San Foca. Tutt’intorno una folta presenza di cittadini che manifestano il loro dissenso nei confronti dell’opera, una posizione sostenuta anche da numerosi sindaci della zona nonché da alcuni parlamentari.

28 marzo 2017
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