Non è un segreto: al gatto piace giocare con gli artigli e spesso, nella sua attività fisica, può rovinare i mobili di casa. Si è già visto come insegnare al micio a non graffiare l’arredamento casalingo, aiutandosi anche con un tiragraffi, ma che fare qualora si volessero tagliare le unghie dell’animale? Si tratta di un proposito compatibile con la natura del felino? Vi sono dei rischi? Quando vi si può far ricorso?

Si parta da un assunto di base: il taglio delle unghie del gatto non deve essere effettuato solo all’unico scopo di evitare danni ai mobili. Per questo, vi sono tecniche ambientali e comportamentali che possono aiutare il micio a preferire altri strumenti della casa, come gli appositi tiragraffi. Il taglio è quindi consigliato solo in quelle situazioni in cui il gatto non riesce a limarsi da solo gli artigli, perché sempre in casa o in assenza di un tiragraffi sufficientemente solito da sostituire il legno degli alberi. Allo stesso modo, non si dovrebbe mai optare per il “declawing”, l’operazione chirurgica di estrazione dell’intera unghia del felino. Si tratta di una pratica che non tiene conto delle esigenze specifiche del gatto, che ha bisogno degli artigli non solo per cacciare le prede, ma anche per marcare il territorio, orientarsi, comprendere il tipo di superficie su cui si trova. Sono degli strumenti non solo d’attacco, ma di incredibile importanza sensoriale.

Strumenti

Per procedere al taglio delle unghie del gatto, qualora non ci si volesse avvalere delle cure di un esperto veterinario o di un toelettatore professionista, occorre dotarsi di questi strumenti:

  • Coperta: una morbida coperta con cui avvolgere morbidamente il gatto durante l’operazione, affinché si senta sicuro e protetto nelle mani del suo proprietario;
  • Tronchesino per animali: non si usano forbici e altri tagliaunghie per la cura del corpo umano, perché la forma della punta non è compatibile con la morfologia delle unghie del gatto. Nei negozi di animali si trovano dei tronchesini appositi, facili da usare, preformati e al 100% sicuri;
  • Garze e disinfettante: sebbene le eventualità di ferire il gatto siano remotissime, è sempre meglio avere a portata di mano del disinfettante – anche la semplice acqua ossigenata – e delle garze assorbenti in caso di piccoli tagli;
  • Premi: sarà utile avere a disposizione anche dei croccantini o dei biscotti, per mantenere calmo l’animale durante l’operazione e premiarlo al termine per la sua pazienza.

Procedimento

Tagliare le unghie del gatto

Veterinarian Cuts Claws To A Small Kitten Close-up via Shutterstock

Il taglio delle unghie del gatto richiede una mano ferma, la capacità di gestire gli scatti nervosi dell’animale e una certa disponibilità a ritrovarsi le mani graffiate dall’animale, che potrebbe ribellarsi all’operazione. In caso contrario è meglio affidarsi a un professionista. Inoltre, bisogna tenere presente due regole fondamentali: il taglio deve essere assolutamente indolore e, fatto non da poco, di modesta entità. Le unghie vanno solo spuntate o lievemente arrotondate, si rimane sempre sui pochi millimetri.

Si inizia prendendo delicatamente le zampe del gatto fra le mani: premendo leggermente sul dorso della zampa, le unghie diverranno visibili per conseguenza dell’azione meccanica. Si osservi quindi la parte inferiore dell’unghia: si noterà, a circa metà lunghezza, una sorta di pellicina che non dovrà mai essere coinvolta nell’operazione. Individuato il punto da tagliare – solitamente a pochi millimetri dall’estremità, giusto per arrotondare le punte – si prenda il tronchesino e lo si posizioni sull’unghia. Quindi si effettui un taglio veloce e deciso, senza tentennare troppo: nell’indecisione il micio potrebbe muovere la zampa e l’unghia potrebbe fratturarsi. Infine, si passi la punta con uno strumento lievemente abrasivo – ad esempio le lime in legno per unghie – all’unico scopo di rimuovere eventuali residui o scanalature non correttamente eliminate dal tronchesino.

25 febbraio 2014
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