Tagete: come si coltiva

È conosciuto per i suoi splendidi colori, per l’eleganza dei suoi petali e, fatto non da poco, per la sua utilità nell’orto come deterrente di alcune specie d’insetto. Il tagete, noto anche come garofano indiano, è un fiore che trova sempre più riscontro fra gli appassionati, sia per la sua bellezza che per la relativa facilità di crescita. E proprio in merito a questo ultimo fattore, come si coltiva questa pianta e, soprattutto, quali sono le necessità da assecondare per una crescita rigogliosa?

Prima di cominciare, è bene sottolineare come l’efficace crescita del tagete dipenda anche dalle condizioni climatiche del proprio luogo di residenza. Per questo motivo, utile sarà verificarne la compatibilità con un esperto, ad esempio il proprio fornitore di prodotti di botanica di fiducia.

Tagete: caratteristiche e necessità

Quello del Tagetes è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Asteracee, tipico del Sudamerica, in particolare del Messico. Disponibile in moltissime varianti, in generale si tratta di una pianta erbacea abbastanza rustica e resistente, caratterizzata da un aspetto cespuglioso, composto da molteplici rami di piccole dimensioni, foglie lucide e di verde scuro e fiori a capolino gialli, arancioni, rossi oppure sfumati. La pianta può raggiungere altezze molto diverse a seconda della tipologia, dai 25 centimetri fino ai tre metri, e storicamente ha trovato applicazione soprattutto in ambito ornamentale. Oggi coltivato in tutto il mondo, le varietà più famose sono quelle del Tagete patula, noto anche come garofano indiano, ma anche il Tagetes tenuifolia e il Tagetes erecta, ben apprezzati per profumo e resistenza.

Seppur con qualche differenza tra una varietà e l’altra, il tagete è un fiore che ama i climi temperati e l’esposizione solare, quest’ultima anche di 8 ore al giorno. Può essere quindi coltivato praticamente su tutto il territorio italiano, considerato come la sua fase di maggiore attività sia dalla primavera all’autunno, predisponendo opportune protezioni nei mesi invernali soprattutto in quelle zone coinvolte da grandi gelate o, ancora, da escursioni termiche particolarmente importanti.

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Pur dimostrando una natura abbastanza adattabile, praticamente rustica, il fiore necessita di un terreno morbido ma drenante, poiché la pianta non ama i ristagni d’acqua né l’umidità eccessiva. Ancora, non richiede grandi opere di concimazione, se non una fertilizzazione preliminare prima della semina con del compost o altre soluzioni organiche.

Le necessità d’acqua non sono eccessive, considerato come nei luoghi d’origine queste piante siano spesso esposte anche a periodi di lunga siccità, quindi come punto di riferimento si dovrà prendere la secchezza del terriccio: quest’ultimo dovrà essere sempre morbido, solo lievemente inumidito, mai eccessivamente compatto o friabile. Durante le stagioni più calde dell’anno, l’apporto d’acqua potrebbe aumentare in relazione alla temperatura, preferendo per l’annaffiatura la mattina o il tramonto per evitare una rapidissima evaporazione causata dal sole.

Tagete: coltivazione

Quasi tutte le varietà di tagete possono essere efficacemente coltivate sia in giardino che in vaso, tanto che la pianta è spesso scelta per abbellire finestre, balconi e terrazze, ma anche aiuole, viottoli e cespugli. Non capita di rado di vederne anche alcuni esemplari ai bordi delle strade, poiché i semi attecchiscono facilmente con una crescita pressoché spontanea.

In ogni caso, indipendentemente dalla sua destinazione, è bene preparare con attenzione il luogo che ospiterà la pianta. In giardino, è sufficiente una lieve zappatura e una fertilizzazione con compost, mentre in vaso è necessario predisporre un fondo di ghiaia, cocci o palline d’argilla espansa, per agevolare il deflusso dell’acqua ed evitare i pericolosi ristagni.

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Così come già accennato, il tagete è una pianta che viene coltivata principalmente per semina, data la facilità con cui si sviluppa l’apparato radicale. Il processo avviene in primavera, quando le temperature raggiungono circa i 20 gradi diurni, ed è sufficiente spargere i semi e ricoprirli con una lieve velatura di terriccio. In alternativa, è possibile acquistare direttamente le piantine, da trapiantare in dimora definitiva quando il clima garantirà dai 21 ai 25 gradi in modo costante. La fioritura avviene già dall’inizio di maggio e, a seconda dell’andamento della stagione calda, può proseguire fino all’autunno. È però necessario di tanto in tanto procedere a potatura, poiché il cespuglio di tagete tende a svilupparsi molto rapidamente, nonché eliminare i fiori secchi. In caso la pianta fosse esposta a climi molto afosi, si aumenti l’annaffiatura a livello quotidiano, così come anche anche si provveda a una fertilizzazione più frequente.

Tra le opere di mantenimento, oltre all’eliminazione di erbacce e il controllo delle specie infestanti, la maggior parte delle varietà teme afidi, lumache e ragnetti rossi.

19 novembre 2017
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