Usare i vizi come fonte di energia: non è una trovata pubblicitaria, ma un vero e proprio trend che si sta diffondendo negli USA. Tabacco e alcol, la cui industria è da tempo in declino sia per la crisi che per gli aumenti delle imposte statali, potrebbero essere usati come fonte energetica da biomasse.

L’industria delle bevande alcoliche negli States sta già cercando un “rebranding”, avviando una serie di operazioni che mirano all’uso degli scarti dei liquori prodotti a livello industriale come fonte di sostentamento per la stessa industria, riducendo così l’impatto delle attività produttive sull’ambiente e i costi operativi.

Anche sul tabacco le ricerche si moltiplicano, anche e soprattutto a causa del forte calo dei margini di profitti per l’industria del fumo negli ultimi anni. Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, infatti, sta finanziando con 4,9 milioni di dollari il programma triennale Advanced Research Projects Agency-Energy, che mira a produrre biofuel e jetfuel dal tabacco.

Il programma, portato avanti in collaborazione del Lawrence Berkeley National Laboratory, l’Università della California a Berkeley e l’Università del Kentucky, prevedere delle ricerche sulla possibilità di modificare geneticamente il tabacco e renderlo utile alla produzione di biofuel. L’obiettivo è aumentare l’efficienza delle piante nell’assorbimento del carbonio, in modo da sfruttare la fotosintesi per la produzione di biocarburanti. Peggy Lemaux, biologa  presso l’Università di Berkeley e ricercatrice  per il progetto ARPA-E, ha spiegato:

Le alghe sono già sottoposte a processi per estrarre oli e usarli nella produzione di biofuel. Adesso siamo riusciti a produrre questi oli anche dal tabacco,anche se non siamo ancora in grado di competere con l’etanolo. Ma sappiamo che questo è possibile e avverrà.

L’uso del tabacco come prodotto base per il biofuel elimina il problema dell’alimentazione, che era stato posto per il mais o la soia, inoltre potrebbe risollevare il settore agricolo grazie a una riconversione delle piantagioni a fini energetici.

Anche la birra inizia ad essere vista come un buon prodotto base per produrre biofuel: Magic Hat Brewing Company ne è un esempio. La birreria, che rende circa 200.000 barili di birra all’anno, sta utilizzando una gran parte dei suoi scarti per creare biogas, con un rapporto “waste to product” di due a uno.

È probabile che in futuro gli scarti della produzione di birra, e degli alcolici in generale, possano essere usati per produrre energia e abbassare costi e impatto sull’ambiente. È invece più complesso il percorso che potrebbe portare il tabacco ad essere usato come alimento per il biofuel, a causa della complessità della riconversione delle colture per fini energetici.

11 luglio 2013
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