Poco più di un anno fa Novamont, Coldiretti e CAI hanno sottoscritto un accordo, volto a creare filiere agroindustriali innovative nel segno della sostenibilità. Ad oggi alcune delle soluzioni studiate sono diventate realtà e sono state presentate a Fieragricola Verona, che si è conclusa sabato 6 febbraio. Si tratta di una linea di biolubrificanti, di una di prodotti in bioplastica e di un’altra ancora per la produzione di sostanze attive per agrofarmaci.

L’esperienza e la qualificazione tecnologica di Novamont sono state messe al servizio della bioraffineria Matrìca di Porto Torres che ha concentrato la propria attenzione sul cardo. Una coltura che Coldiretti sta cercando di diffondere in quanto, pur essendo una specie semplice che non richiede cure particolari (cresce anche in terreni aridi non adatti ad altri tipi di colture), permette di produrre per esempio farine proteiche per l’alimentazione animale e origine pure a una serie di materie prime che possono essere utilizzate nell’industria chimica green.

Biochemicals, biointermedi, monomeri per la produzione di bioplastiche, basi per biolubrificanti, e bioagrofarmaci, bioadditivi per gomme: sono esempi di come questa materia vegetale, attraverso processi innovativi sviluppati da Novamont, possa diventare la base per tutta una serie di composti utili nel settore agricolo che riescono ad avere un impatto sull’ambiente davvero basso. Ecco i prodotti presentati a Verona Fiere:

  • Matrol-Bi – una linea di biolubrificanti e grassi. Hanno una formulazione non tossica e sono altamente biodegradabili. Sono indicati per vari tipi di macchinari in ambito agricolo, forestale e marino. Possono finalmente dare un’alternativa in più ai classici oli lubrificanti che derivano dal petrolio.
  • Film per pacciamatura in Mater-Bi – di solito la pacciamatura (operazione che serve a prevenire la formazione di malerbe) viene fatta con teli neri di plastica che ricoprono il terreno coltivato. Per questo film di origine vegetale non è necessaria la rimozione dal terreno quando la sua funzione si è conclusa: può rimanere lì e biodegradarsi diventando CO2, acqua e biomassa. Si tratta del primo telo biodegradabile che abbia ottenuto la certificazione Vinçotte “Ok Biodegradable soil”, non sulla materia prima, ma sull’intero prodotto.
  • Sostanze attive per agrofarmaci – si tratta di acido nonanoico, che viene utilizzato per combattere in modo selettivo la crescita di erbe infestanti. Ha derivazione vegetale e, al contrario di molti suoi concorrenti chimici di sintesi, non ha effetti nocivi sulla salute dell’uomo o dell’ambiente e si degrada molto facilmente.

8 febbraio 2016
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