Abbiamo parlato su un precedente post dell’interessante tendenza di diminuire progressivamente lo stoccaggio dei dati diffuso su ciascun PC portatile, a favore di sistemi di memoria centralizzata, con notevoli ricadute positive nelle emissioni globali del sistema.

Grazie al diffondersi di netbook e simili apparecchi dotati di HD da pochi giga, e dall’altra parte di sistemi di memoria centrale, i dati tendevano ad essere salvati una volta anziché decine, centinaia o migliaia, con tutti i pro che ne conseguono in termini di efficienza energetica.

Un’altra questione di cui si è parlato in questi tempi, è stata quella dell’impronta ambientale lasciata da ciascuna ricerca su Google o altro motore di ricerca. Il dibattito era nato da una ricerca di Harvard, che asseriva che ogni singola ricerca sui principali motori produceva circa 7 grammi di Co2.

Il dato, sebbene probabilmente esagerato, aveva comunque sollevato un problema reale: l’energia consumata dal Web dal 2000 al 2006 è addirittura raddoppiata, e i sistemi di efficienza nella gestione delle informazioni digitali sono sempre più un urgenza.

In queste due questioni rientra il problema dell’efficienza dei data center, i grandi centri di stoccaggio dati gestiti dalle major dell’informatica. La tendenza comune infatti dei vari Google, Microsoft, Yahoo, ecc. è quella di studiare nuovi sistemi per rendere i rispettivi, immensi data center, più efficienti dal punto di vista energetico, non solo per ragioni di virtuosismo ambientale, ma anche più volgarmente per una questione di forte risparmio economico.

Suscita molto interesse pertanto una recente notizia diffusa dalla Sun, che ha portato a termine “il più grande progetto di consolidamento di data center mai intrapreso dall’azienda”. Ovvero ha realizzato una nuova sede per i suoi server, riuscendone a ridurre il numero e ottimizzare le dimensioni di più del 60 per cento, con enormi vantaggi economici e di efficienza energetica.

La nuova sede, infatti, realizzata in Colorado, è in grado di risparmiare alla compagnia e all’ambiente la bellezza di 1ml di KhW per mese, corrispondenti a 11.000 tonnellate annuali di gas serra.

Oltre ad ottimizzare lo spazio di stoccaggio, il nuovo data center ha il merito di utilizzare moderne tecnologie per l’efficienza energetica, come un sistema di raffreddamento all’avanguardia (sviluppato dalla Liebert), e un sistema di alimentazione di riserva (in caso di assenza di corrente) basato su accumulatori cinetici, molto meno inquinanti delle tradizionali batterie.

3 febbraio 2009
Lascia un commento