Per molti anni aveva seguito e curato molti cani presso il Xinwu Animal Protection and Education Centre di Taiwan, spronando l’adozione dei randagi. Molti di questi erano seguiti direttamente da Jian Zhicheng, di 31 anni, che si premurava di riportarli in forze e salute, sensibilizzando la cittadinanza verso una scelta di cuore. Una decisione più empatica che escludesse l’acquisto di un esemplare di razza in favore di un animale di strada, bisognoso di affetto e amore. Purtroppo molti di questi cani non riuscivano a catturare l’attenzione necessaria e la giovane era costretta a sopprimerli. Come da regolamento del centro e secondo le leggi del posto.

Si stima che in due anni abbia dovuto addormentare circa settecento cani, una cifra molto alta che aveva scatenato le ire degli animalisti. Così Jian era diventata l’obiettivo primario della rabbia di questi gruppi, che le si erano scagliati contro con minacce e insulti. Per difendere la sua persona aveva illustrato il suo ruolo attraverso un’intervista, compito che lei non amava particolarmente. Ma questo aveva aumentato il risentimento nei suoi confronti fino a ricevere il nomignolo di “macellaia dei cani”. Oltre a ricevere messaggi e mail minatorie, condizione che aveva gettato Jian in una profonda depressione.

Nonostante i suoi sforzi per illustrare le modalità per ridurre il numero dei randagi, come ad esempio la sterilizzazione, l’adozione dai canili e la limitazione degli abbandoni, le polemiche si erano amplificate. In molti le richiedevano una soluzione immediata addossandole responsabilità non sue, fatto che alla fine ha spinto la giovane verso un gesto estremo. Pressata e schiacciata dalla condizione, Jian si è suicidata iniettandosi lo stesso farmaco utilizzato per sopprimere i cani. Trovata morente dal marito e dalla polizia, la veterinaria è spirata una settimana dopo. Come ha specificato anche un membro del personale della struttura, la soppressione è spesso una scelta data dal numero eccessivo di randagi presenti all’interno dei rifugi e dei canili. Se gli abbandoni diminuissero, se le adozioni aumentassero, la problematica verrebbe azzerata.

27 maggio 2016
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