I suffumigi sono tra i rimedi naturali più conosciuti e apprezzati. Utilizzati soprattutto, ma non soltanto, durante i mesi invernali, tali trattamenti si applicano ad esempio a uno dei malanni più diffusi: il raffreddore.

L’utilizzo dei suffumigi nel trattamento del raffreddore è una pratica ormai consolidata all’interno della medicina popolare. Questo grazie soprattutto all’efficacia dimostrata nel corso degli anni, come tramandato ormai da generazioni. Devono però essere praticati in maniera corretta al fine di ottimizzarne gli effetti e risolvere quanto prima possibile il fastidioso problema.

Come farli

Per praticare in maniera corretta e quindi efficace i suffumigi è necessario innanzitutto preparare un recipiente adeguato, in grado di accogliere la parte da trattare sopra di esso. Nel caso dei trattamenti per la cura del raffreddore è quindi importante che il contenitore sia sufficientemente grande da generare il volume di vapori richiesto. L’acqua utilizzata dovrà essere molto calda, ma tuttavia non bollente.

Andrà impiegato un panno per coprire il capo e isolarlo dall’esterno, così da procedere alla respirazione dei vapori sprigionati dal composto utilizzato. Si procederà praticando i suffumigi per circa 2 minuti, tornando poi per qualche secondo a respirare la normale aria. Ripetere tali operazioni per 3 volte.

Erbe e soluzioni naturali da utilizzare

Durante i suffumigi è solitamente previsto l’impiego di oli essenziali o altri prodotti naturali per enfatizzare il processo curativo e ottenere i risultati sperati. Questo accade ad esempio con alcune note piante aromatiche, alcune delle quali dalle proprietà anche balsamiche, quali eucalipto, timo, basilico, rosmarino, lavanda e maggiorana.

Seppure queste piante siano riconosciute come efficaci strumenti per il trattamento del raffreddore mediante suffumigi è importante consultare il proprio medico curante prima di procedere con tali rimedi naturali.

Questo poiché potrebbero essere presenti controindicazioni legate a ipersensibilità verso alcune sostanze contenute negli oli essenziali o per problematiche legate alla presenza di ulteriori patologie o a eventuali terapie farmacologiche seguite.

22 settembre 2015
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