Stufette portatili: come scegliere quella più adatta

Nelle settimane che accompagnano l’autunno verso l’inverno il tema del riscaldamento è più che mai attuale. In alcuni casi i termosifoni tradizionali si rivelano insufficienti a garantire temperature adeguate in ogni angolo della casa, oppure semplicemente non sono presenti in alcuni luoghi come ad esempio i seminterrati la veranda. Una soluzione a queste necessità sono le stufette portatili.

Utili anche per riscaldare una piccola area senza necessariamente attivare il sistema di riscaldamento in tutta l’abitazione, le stufette portatili si distinguono principalmente in due tipologie di alimentazione: a combustione ed elettriche. Quest’ultime si suddividono ulteriormente in “a convenzione” o “a irraggiamento”. Come in altri casi è la necessità che fa la soluzione, opportuno quindi valutare attentamente quali sono le condizioni in cui l’apparecchio andrà a lavorare prima di procedere alla scelta finale.

Stufette portatili a combustione

Si tratta in questo caso di apparecchi destinati perlopiù al riscaldamento di ambienti tendenzialmente grandi e risultano inoltre adatte per i bagni. Disponibili senza canna fumaria e con alimentazione a GPL o a petrolio, queste stufette portatili richiedono l’utilizzo in luoghi facilmente aerabili a causa del rilascio (soprattutto durante le fasi di accensione e spegnimento) di CO2 e residui di combustione.

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Con una potenza di 4000 watt è possibile ad esempio riscaldare un’area di circa 100 metri quadrati. Alcuni modelli possono inoltre fare affidamento a ventole integrate che favoriscano la diffusione del calore. Per quanto riguarda i costi quelle a petrolio risultano le più care, con una spesa che supera i 200 euro per un apparecchio di fascia “medio-alta”. Se alimentate con GPL o a infrarossi il prezzo potrebbe scendere leggermente e posizionarsi intorno ai 150 euro.

Restano infine da valutare altri fattori quali la necessità e l’ingombro di una bombola, solitamente intorno ai 15 kg, nel caso del GPL. In ogni caso restano fattori da non ignorare il peso, la trasportabilità dell’apparecchio, i consumi (rapporto grammi/ora di accensione) e la necessità di sistemi di sicurezza che agiscano nei confronti di eventuale superamento delle emissioni di CO2 nell’aria o di spegnimento accidentale della fiamma pilota.

Stufette portatili elettriche

All’interno del panorama delle stufe portatili elettriche figurano come detto alcune sottocategorie, variabili in base alla tecnologia utilizzata per garantire l’emissione di calore. Nel caso delle stufette a convezione vi è alla base una “resistenza”, mediante la quale il 100% dell’energia consumata viene convertita in calore, mentre per quelle a irraggiamento si utilizzano i raggi infrarossi.

L’utilizzo delle stufe a irraggiamento è destinato ad ambienti molto piccoli poiché tendono a riscaldare soltanto chi si trova nelle immediate vicinanze. Lo spazio interessato è quindi molto limitato: si prestano perciò più all’utilizzo da parte di chi trascorre diverso tempo alla scrivania o davanti alla televisione, meno al riscaldamento di intere stanze.

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Più adatte al riscaldamento di stanze medio-piccole, ad esempio del bagno, le stufette portatili elettriche a convenzione, nello specifico quelle che si affidano ai termoventilatori. Solitamente piccole e maneggevoli, ben si adattano al trasporto nelle varie aree della casa e a un utilizzo immediato e di breve durata. Pagano parzialmente dazio quando si parla di rumorosità, in quanto la presenza delle ventole tende a farsi sentire, mentre hanno nel basso costo economico uno dei loro punti di forza (poche decine di euro per un buon apparecchio).

Leggermente più costose, ma adatte anche a utilizzi prolungati e ad ambienti più ampi sono le stufette elettriche a convenzione dotata di termoconvettori. Sono dotate di una potenza massima intorno ai 2000 watt (come per quelle con termoventilatori) e i modelli di fascia medio-alta sono dotati di termostato per raggiungere la temperatura desiderata e razionalizzare i costi.

Sono dotate di 2 o 3 livelli di potenza, selezionabili in base alla necessità di riscaldamento e alla disponibilità di watt nel proprio impianto (un utilizzo a pieno regime potrebbe facilmente far saltare un impianto da 3 kW in caso di ulteriori apparecchi accessi in quel momento). Un buon apparecchio costa intorno ai 50 euro. Rispetto ad altri apparecchi le stufette elettriche con termoconvettori presentano alcuni rischi per quanto riguarda il possibile contatto con le parti calde, richiede quindi maggiore attenzione nell’utilizzo (soprattutto in presenza di animali domestici o bambini).

30 novembre 2017
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