Come sempre quando si parla di droghe leggere come la cannabis l’opinione pubblica e scientifica si divide. C’è chi sostiene che aiuti, chi invece conclude usare cannabis per avere dei benefici cognitivi sia un errore. Proprio questa teoria è quella provata da un’ultima ricerca sull’argomento.

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Sono stati osservati 4 mila studenti dell’Università di Maastricht nei Paesi Bassi che fanno o no uso di marijuana e, coloro che usano le droghe leggere hanno voti peggiori e spesso falliscono di più agli esami rispetto agli altri. Nello specifico coloro che usano marijuana hanno una probabilità inferiore del 5% di superare gli esami, soprattutto se si tratta di donne o giovanissimi.

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Avendo così accesso alla marijuana il rendimento accademico di molti studenti sia calato probabilmente, anche se non vi è certezza medica comprovata, per via degli effetti della marijuana che riducono la capacità mnemonica e di attenzione.

Questo studio, ovviamente, ha i suoi contro come osservano in molti: perchè se da una parte può facilitare l’imposizione del divieto di utilizzo di marijuana, dall’altra si sa che anche l’alcol, molto più diffuso e accessibile, è a suo modo pericoloso. Senza contare che il proibizionismo legato alla vendita di marijuana ha alimentato, e molto, il mercato nero della droga venduta comunque ma tramite circuiti illegali e pericolosi.

1 agosto 2017
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