Lo stress da lavoro colpisce gli italiani e pesa sull’economia del Paese. Un lavoratore su quattro ne è affetto, con conseguenze importanti per le aziende. Sono 30 milioni le giornate perse per malattia, per un esborso pari 3 miliardi di euro l’anno: le stime sono della Fiaso, Federazione di Asl e ospedali.

Il laboratorio della Fiaso sul “Benessere organizzativo” presentato a Roma ha analizzato un campione di 65 mila lavoratori, rilevando dati da 19 tra Asl e ospedali e confrontandoli con quelle strutture che hanno messo in atto misure anti stress.

Nel corso di sperimentazioni alcune strutture hanno preso misure per ridurre lo stress da lavoro sui propri dipendenti e hanno tagliato del 30% delle giornate di malattia. Secondo le previsioni della Fiaso migliorando il clima interno alle aziende la produttività aumenta del 27%, mentre il gradimento dei clienti cresce di 47 punti.

La ricerca è stata suddivisa in due fasi. Nella prima parte gli analisti hanno elencato una serie di eventi che possono fare da “sentinella” nel predire un’eventuale situazione di stress da lavoro e hanno analizzato il benessere psicologico di un gruppo di dipendenti dalle strutture.

In una seconda fase, sulla base dei primi dati rilevati, i ricercatori hanno stimolato le strutture a mettere in atto una serie di azioni per migliorare l’ambiente lavorativo sotto diversi punti di vista: motivazione, sociale, psicologico. Secondo i dati il nuovo clima lavorativo ha giovato parecchio ai dipendenti: il numero di persone stressate nelle strutture analizzate è passato dal 25% iniziale a meno del 10%. Circa il 77% dei dipendenti ha dichiarato di stare benissimo da un punto di vista psicologico e di non soffrire più dei problemi rilevati prima dell’intervento.

Dalla ricerca emerge che il primo fattore che può creare stress nel lavoratore è il carico di lavoro spropositato (3,57), seguito dalle inefficienze organizzative delle strutture.

Al contrario i fattori positivi che hanno avuto più influenza nell’aumentare del benessere dei dipendenti erano la percezione delle abilità personali (4,26), la capacità di utilizzare risorse proprie (4,20), la chiarezza del proprio ruolo (3,95), la capacità di fronteggiare gli eventi avversi (3,92), la soddisfazione lavorativa (3,92), la condivisione degli obiettivi (3,77) e il senso di comunità all’interno dell’azienda (3,58).

8 maggio 2015
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