Strategia Energetica Nazionale: per ANIE e RENAEL si deve fare di più

La Strategia Energetica Nazionale (SEN) proposta dal Governo in questi giorni non ha lasciato indifferenti le associazioni di settore. RENAEL (Rete Nazionale delle Agenzie Energetiche Locali), ad esempio, ha detto di aver apprezzato lo sforzo fatto:

potrebbe contribuire a fungere da volano per lo sviluppo energetico italiano, associando innovazione, ambiente, crescita economica.

Dello stesso avviso anche ANIE che va anzi più in là nell’elogio con le parole rilasciate dal suo Presidente, Claudio Andrea Gemme, durante un’audizione col Governo:

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Anie sognava da tempo un piano nazionale energetico come quello messo in campo dal Governo e ne condivide e sostiene con convinzione gli ambiziosi obiettivi.

Entrambe le associazioni, però, chiedono al Governo Monti uno sforzo in più, soprattutto per rilanciare il settore fotovoltaico, particolarmente indebolito dalla crisi e dai tagli passati. In questo senso, le proposte di RENAEL sono particolarmente precise e vanno al dunque rapidamente. Il comunicato girato alle agenzie di stampa, recita infatti un elenco di azioni considerate necessarie perché i buoni propositi della SEN non vadano perduti:

  • Le azioni programmatiche contenute nella SEN fanno riferimento al 2020 come limite temporale, a fronte di programmi europei orientati al 2050, creando forti incertezze tra gli investitori, acuite dalla mancanza di indicazioni sulle politiche di sviluppo industriale del settore fotovoltaico in particolare;
  • Sembra mancare un piano specifico di investimenti capace di coinvolgere il Mezzogiorno che invece dovrebbe trainare l’economia decarbonizzata, grazie alla ricchezza di risorse climatiche naturali, che rappresentano un grande vantaggio competitivo per tali territori;
  • Nella SEN si fa riferimento al raddoppio della produzione nazionale di petrolio e a pericolose modifiche dei limiti ambientali per le trivellazioni offshore, mentre bisognerebbe incentivare maggiormente l’utilizzo delle energie rinnovabili, la trasformazione degli edifici in luoghi a basso consumo energetico e l’incremento del parco di veicoli elettrici sul territorio nazionale, creando un sistema infrastrutturale di colonnine di ricarica capillare;
  • Per rilanciare il fotovoltaico andrebbero previste misure già condivise con altre associazioni del settore come il rilancio del comparto al di là del sistema di incentivi, sgravi fiscali per le assunzioni, detrazioni fiscali stabili nel tempo e facilitare l’accesso al credito delle imprese;
  • Il sostegno alle rinnovabili non dovrebbe scaricarsi sul consumatore, attraverso un incremento dei costi, ma differenziando “la bolletta” al fine di renderla più equa, disincentivando i consumi.

Insomma, RENAEL spinge allora per un rilancio di un’economia sostenibile, criticando il documento governativo laddove tentenna ancora sulle rinnovabili o concede favori all’industria petrolifera. Sviluppo del Mezzogiorno e rilancio del fotovoltaico sembrano le due chiavi di volta non soltanto per una modernizzazione energetica del Paese, ma per il suo definitivo riscatto economico.

Le puntualizzazioni di ANIE sono invece molto più complessive e mirano a un rilancio del settore energetico basato sull’innovazione e sulla modernizzazione degli impianti sul territorio, con un occhio alle Smart Grid:

I condivisibili principi della SEN non possono da soli risolvere i problemi di un’industria che oggi ha come necessità primaria quella di rimanere viva. Il manifatturiero italiano è un comparto all’avanguardia e competitivo, ma in questa fase rischia di rimanere soffocato dalla tenaglia del costo del lavoro da un lato e del costo dell’energia dall’altro. La nostra proposta è quanto mai concreta e subito attuabile: sostituire il parco elettrico esistente, sia in ambito industriale che nel building. Basti pensare a quanto lavoro ci sarebbe da fare sugli impianti elettrici, di illuminazione, di domotica e sugli apparecchi domestici. L’efficienza energetica è un’opportunità per l’industria nazionale, che sul tema può assumere una leadership anche al di là dei confini nazionali”.

Nel piano di manutenzione e innovazione del sistema rientra a nostro avviso anche la grande partita dello stoccaggio dell’energia e delle reti smart.

Insomma, entrambe le associazioni chiedono, nonostante toni e contenuti diversi, al Governo maggior coraggio e spinta innovatrice. La palla passa ora ai ministri, mentre aspettiamo reazioni anche dalle altre associazioni e gruppi di settore.

29 novembre 2012
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