Strategia Energetica Nazionale chiusa entro la prima settimana di novembre. Questo l’annuncio fatto dal ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda in occasione della presentazione del rapporto GreenItaly 2017 e nello stesso giorno fissato per l’arrivo della SEN in Parlamento, dove verrà discussa e successivamente trasformata in decreto ministeriale, d’accordo con il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Una volta completato il passaggio della SEN in Parlamento e tradotto il documento in decreto del Ministero dello Sviluppo Economico si passerà al confronto con le Regioni.

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Spazio nella Strategia Energetica Nazionale a un elenco di “infrastrutture per la transizione energetica”, una vera e propria lista di progetti che interesserà sia le fonti fossili, incluso il gas più volte indicato da Calenda come necessario alla transizione, che le energie rinnovabili. Le strutture serviranno all’Italia, ha ripetuto il ministro, per centrare l’obiettivo di un’uscita dal carbone entro il 2025:

Se vogliamo, ad esempio, anticipare l’uscita dal carbone servono le infrastrutture per il gas e, allo stesso modo, non si può dire “no al carbone”, ma anche “no al gas”, e “rinnovabili sì, ma non vicino casa mia perché sono brutte”.

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Proprio in riferimento a quest’ultimo punto della Strategia Energetica Nazionale, ma anche a beneficio di nuove infrastrutture per il gas, il ministro Calenda chiederà piena collaborazione alle Regioni:

Perché sia chiaro che quando c’è la sindrome Nimby (Not in my backyard – Non nel mio cortile n.d.r.) si sta ostacolando un obiettivo del Paese.

Dal ministro Calenda arrivano infine novità anche per quanto riguarda il possibile impegno da parte del Governo Gentiloni a sostenere l’acquisto di auto elettriche, ibride o a gas attraverso appositi incentivi, favorendo in particolare le famiglie a basso reddito.

Sulla versione della Strategia Energetica Nazionale presentata da Calenda è intervenuto il WWF, che pur apprezzando l’accelerazione verso un’economia priva di carbone ha criticato l’eccessivo spazio concesso al gas nella nuova SEN:

Il WWF non condivide la scelta di puntare ancora molto sul gas, piuttosto che direttamente sulle rinnovabili, perché non sono due fonti energetiche equivalenti: il gas è un combustibile fossile, anche se meno sporco del carbone. Il buonsenso impone di non caricarsi di infrastrutture che ostacolano la decarbonizzazione e di non concedere sussidi ai veicoli a gas, una tecnologia usata prevalentemente solo in Italia e che deve far posto in pochi anni alle auto elettriche.

Ora è necessario che, subito dopo il varo ufficiale della Strategia da parte del Governo e del Parlamento, si proceda immediatamente a provvedimenti attuativi che rendano effettivi gli orientamenti assunti per il phase out del carbone. Un banco di prova importante la imminente legge di bilancio, dove la scelta di decarbonizzazione deve essere chiara.

24 ottobre 2017
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