Ancora pochi giorni e il Ministero dello Sviluppo Economico presenterà in via ufficiale la nuova Strategia Energetica Nazionale, documento attraverso il quale si stabilità una programmazione a carattere generale della politica da seguire in tema di energia. Al tempo stesso il Ministero dell’Ambiente lavora alla definizione della Strategia Energetico-Climatica, in cui saranno contenute le misure da attuare per garantire la sostenibilità dal punto di vista ambientale delle attività di produzione e approvvigionamento.

Due percorsi differenti, ma inevitabilmente destinati a convergere. In attesa di poter mettere mano a SEN e SEC per analizzarli in ogni dettaglio, risulta di particolare interesse la riflessione proposta sulle pagine del portale QualEnergia da Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club e presidente del Green Building Council Italia, nonché del Coordinamento FREE.

Secondo il suo punto di vista, anche l’Italia dovrebbe prendere in considerazione una sinergia tra i due ministeri, finalizzata al raggiungimento di un obiettivo univoco, come già hanno scelto di fare altri Paesi del Vecchio Continente, a partire dalla Germania.

In ogni caso, andranno anzitutto stabiliti step intermedi che porteranno a centrare i traguardi stabiliti per il 2030 e, in un’ottica ancor più lungimirante, quelli contenuti nel piano europeo Low-Carbon Economy 2050, che entro i prossimi tre decenni mira a ridurre dell’80% i gas serra rispetto alla quota rilevata all’inizio degli anni ’90.

La riqualificazione delle aree urbane, anche attraverso l’attuazione di iniziative che passano dalla definizione di nuove detrazioni fiscali, costituirà una delle strade da imboccare. Sarà inoltre necessario puntare sull’efficienza, nonché sulla riorganizzazione del settore produttivo e su un’azione di sensibilizzazione per la collettività: educare il cittadino a pratiche sostenibili costituisce un passo decisivo verso un futuro in cui il tema della decarbonizzazione diventerà un lontano e poco piacevole ricordo.

Ovviamente, un ruolo importante spetterà alle fonti rinnovabili: il nostro Paese ha già dimostrato di essere pronto ad accogliere la sfida, puntando soprattutto sul fotovoltaico e sull’eolico. Un ulteriore abbattimento dei prezzi per l’installazione degli impianti e un aumento dell’efficienza dei moduli FV contribuiranno ad accelerare un processo di evoluzione del settore energetico già in atto da diversi anni.

L’avvento di sistemi affidabili e accessibili per l’accumulo dell’energia (batterie in primis), l’imminente boom della mobilità elettrica e la sperimentazione di sistemi ad alto tasso innovativo come quelli riconducibili al segmento V2G (Vehicle-to-Grid) faranno il resto. Il compito di favorire la transizione verso un futuro più sostenibile spetterà però inevitabilmente alle istituzioni: la speranza è che un primo passo nella giusta direzione possa essere compiuto già con la definizione della nuova Strategia Energetica Nazionale.

5 maggio 2017
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I vostri commenti
Pescespada Trafitto, lunedì 8 maggio 2017 alle23:42 ha scritto: rispondi »

Osservazioni e suggerimenti pienamente condivisibili. A commento dell'articolo di Qualenergia ho segnalato all'ing. Silvestrini l'opportunità di valutare con attenzione la preoccupante affermazione dell'accumulo residenziale privato contraria ad ogni più elementare principio economico e fisico sostenuta solo dalla perversa pratica amministrativa dello scambio sul posto. Per il grave danno che questa tipologia di investimenti (fra l'altro incentivata) arreca al corretto impiego dell'energia prodotta dagli impianti fotovoltaici residenziali, ancorché per il potenziale danno che la sua diffusione è in grado di determinare sul sistema elettrico, ed in particolare sulla rete di distribuzione, appare necessario da una parte contrastare la pervasiva martellante campagna pubblicitaria condotta da questa nuova lobby delle batterie e dare, dall'altra sostegno a soluzioni di accumulo elettrochimico semicentralizzato a livello di cabina di distribuzione..

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