La Strategia Energetica Nazionale rappresenta un passo molto timido in avanti per il settore eolico e più in generale per le energie rinnovabili. Così ANEV ha accolto la versione finale della SEN presentata dal Presidente del Consiglio Gentiloni insieme con i ministri coinvolti ovvero Gian Luca Galletti per l’Ambiente e Carlo Calenda per lo Sviluppo Economico.

ANEV ha accolto con favore anche la decisione di introdurre nella SEN l’uscita dell’Italia dal carbone entro il 2025 e le indicazioni più approfondite in relazione a sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili. Misure che dovranno però essere tradotti in “misure organiche ed efficaci” in tempi brevi, come ha dichiarato in una nota l’Associazione Nazionale Energia del Vento:

L’ANEV accoglie con favore l’adozione della nuova SEN che, seppure molto timida, reca un positivo passo in avanti per il contributo delle rinnovabili (28% invece che 27%), dovuto al passaggio delle rinnovabili elettriche dal 48-50% al 55%. Tale aumento, richiesto dall’Associazione Nazionale Energia del Vento in occasione delle audizioni formali presso i Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente, segna un importante passo avanti nelle politiche di lotta ai mutamenti climatici e necessita di strumenti adeguati per essere raggiunto.

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SEN che sarebbe tuttavia ancora troppo sbilanciata a favore del gas secondo ANEV malgrado i risultati conseguiti dalle rinnovabili nel periodo 2010-2015. La produzione elettrica da fonti pulite dovrebbe crescere di quasi tre volte rispetto al 2015, spiega l’associazione, proprio grazie al contributo dell’eolico, ma l’assenza di strumenti concreti renderebbe però arduo tale compito. Il rischio è quindi quello di mancare, prosegue la nota, gli obiettivi stabiliti dall’Unione Europea.

Difficile anche centrare gli obiettivi individuati dal PAN, spiega ANEV, a causa dell’assenza di misure specifiche per l’eolico (scenario inerziale). Stando a quanto contenuto nello studio ANEV eLeMenS 2017 a pesare saranno anche le dismissioni previste tra il 20esimo e il 25esimo anno di vita degli impianti: l’effetto si tradurrebbe in una potenza installata al 2030 pari a 7 GW, inferiore all’obiettivo stabilito dal PAN per il 2020.

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L’Associazione Nazionale Energia del Vento è tornata quindi a chiedere al Governo che intervenga nella regolamentazione del settore e non accumuli ulteriori ritardi. Questo perché, ha dichiarato l’associazione, l’Esecutivo non avrebbe dato il via libera a un Decreto Ministeriale che regoli il settore per il periodo 2017 – 2020. Come ha dichiarato ANEV in conclusione:

Gli obiettivi della SEN sono importanti e per raggiungerli c’è bisogno che le Istituzioni non si fermino alla semplice prescrizione, ma che mettano in atto tutti gli strumenti possibili affinché il settore eolico e delle rinnovabili possano raggiungere gli obiettivi che altrimenti rimarrebbero sulla carta.

14 novembre 2017
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