Lo strappo muscolare è un disturbo abbastanza frequente, soprattutto fra gli sportivi. Si tratta normalmente della rottura di parte o delle intere fibre di un muscolo, con dolore lancinante e un conseguente lungo periodo di riabilitazione per il completo recupero. Ma quali sono le cause, i sintomi e le cure più indicate?

Prima di procedere nella trattazione, vale la pena di ricordare come lo strappo muscolare sia un trauma decisamente grave: la sua portata non va mai sottovalutata. Per questo motivo, alla comparsa dei sintomi, sarà sempre necessario contattare il medico curante o lo specialista.

Strappo e distrazione muscolare: cause

Per strappo muscolare si intende un’importante lesione al muscolo, con la rottura in toto o in parte delle sue fibre. Spesso conseguenza di pregresse contratture e stiramenti mal gestiti, questo trauma è uno fra i più gravi che possono accadere durante l’attività fisica, sia essa lavorativa o sportiva.

Definire una condizione di strappo non è tuttavia semplice, poiché spesso viene confusa con la distrazione muscolare. Questa si verifica quando le lesioni occorse coinvolgono meno del 50% delle fibre, quindi non vi è un distacco in toto del muscolo dalla sua sede. Per questo motivo, il consulto con l’esperto sarà sempre obbligatorio per verificare la gravità dell’incidente subito.

La cause che possono portare a uno strappo muscolare sono le più svariate, anche se solitamente derivano da un’inadeguata preparazione atletica. In linea generale, si possono elencare le seguenti situazioni:

  • Riscaldamento insufficiente;
  • Sforzo eccessivo;
  • Attività fisica oltre le proprie possibilità;
  • Movimenti innaturali degli arti;
  • Esercizio in ambienti freddi e umidi;
  • Sedentarietà e sovrappeso.

Come già ricordato, sono gli sportivi a esserne maggiormente colpiti, poiché spesso soggetti a estensioni degli arti eccessive o innaturali. Fra i tanti sport, calcio, corsa, ciclismo, rugby, basket sono fra i più coinvolti. Questo non significa, tuttavia, che la lesione si verifichi unicamente durante l’attività fisica: anche banali incidenti, come una caduta dalle scale, possono portare a esiti del tutto simili. Sebbene possa presentarsi in ogni parte del corpo, i muscoli più frequentemente danneggiati sono quelli degli arti inferiori, specialmente di coscia e polpaccio.

Sintomi e trattamento

I sintomi dello strappo si manifestano normalmente durante l’attività fisica: si proverà un dolore improvviso, acuto e spesso intollerabile, tanto da rendere impossibile il prosieguo dell’esercizio. Il muscolo coinvolto può apparire contratto e, qualora la lesione fosse particolarmente estesa, potrà risultare impossibile muovere correttamente l’arto.

Oltre a questo, frequentemente si manifesta un certo gonfiore, abbinato a ematomi anche estesi. Questo perché le fibre muscolari sono irrorate di sangue grazie a una fitta rete di capillari, a loro volta lesionati dal trauma. Alla palpazione, inoltre, si può avvertire una sorta di rigonfiamento vicino alla naturale sede d’attacco delle fibre: quando il disturbo è grave, infatti, queste si ritrarranno con un effetto a elastico spezzato, generando una tipica bozza.

Le operazioni di primo soccorso prevedono l’assunzione di una posizione di riposo, elevando l’arto coinvolto se possibile. Quindi si applica del ghiaccio per favorire la vasocostrizione e ridurre l’edema, evitando però di sollecitare la parte con massaggi o altri trattamenti che si potrebbero rivelare controproducenti. Dopo essersi risollevati grazie all’aiuto di terzi, si dovrà prestare particolarmente attenzione a non spingere il peso del corpo sulla zona colpita, poi si raggiungerà immediatamente il medico o lo specialista.

L’esperto monitorerà innanzitutto, avvalendosi della diagnostica a immagini, l’entità del danno. Nelle forme più leggere, quelle attinenti all’ambito della distrazione muscolare, si dovrà rimanere a completo riposo per un periodo variabile dai 15 ai 30 giorni, quindi si effettuerà uno speciale percorso di riabilitazione avvalendosi di un fisioterapista. Nelle evenienze gravi, invece, potrebbe rendersi necessario l’intervento chirurgico. A seconda della gravità, l’attività sportiva non potrà essere ripresa prima dei 3-5 mesi dal trauma.

Il medico potrebbe prescrivere antinfiammatori e FANS per ridurre il dolore, a cui faranno seguito dei miorilassanti per favorire l’estensione del muscolo. Sul fronte dei rimedi naturali, sempre da vagliare con lo specialista per evitare effetti collaterali o conseguenze allergiche, si parte invece dalla dieta. Aggiungere zenzero e curcuma alla propria alimentazione, due ingredienti dal noto potere antinfiammatorio, potrebbe essere indicato. Utile potrà rivelarsi anche l’aloe vera in gel, dato l’effetto estremamente rinfrescante, purché l’applicazione venga effettuata delicatamente e senza massaggiare il muscolo.

1 novembre 2014
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