Lo strappo muscolare alla schiena è una condizione particolarmente dolorosa e invalidante, che colpisce con media frequenza non solo gli sportivi, ma anche coloro che sono impiegati in lavori faticosi. Quali sono le caratteristiche, le indicazioni di primo soccorso e il trattamento più indicato?

È innanzitutto doveroso sottolineare come lo strappo muscolare, in qualsiasi zona del corpo avvenga, sia un trauma particolarmente grave che richiede l’intervento immediato del medico. Rispetto a contrattura e stiramento, infatti, comporta la rottura delle fibre muscolari e quindi un adeguato percorso di cura e riabilitazione.

Cause e sintomi

Le caratteristiche dello strappo muscolare alla schiena sono simili a quelle dello stesso trauma in altre parti del corpo. In via del tutto generica, lo si può definire come la rottura, in toto o in parte, delle fibre che compongono il muscolo. Quando il disturbo colpisce la schiena solitamente è concentrato alla zona lombare, anche se sono possibili manifestazioni anche al dorso e, più in alto, alla cervicale.

Non è semplice definire con certezza le cause dello strappo alla schiena, anche perché spesso è causato da movimenti innaturali, anche banali, o microtraumi dovuti alla postura. Non capita di rado, infatti, che il problema si manifesti nel tentativo di sollevare un pacco pesante, piegando il busto in avanti anziché far leva sugli arti inferiori. Molto spesso, però, si tratta della conseguenza di un incidente sportivo o lavorativo, di cui è possibile rilevare alcuni fattori predisponenti: uno sforzo eccessivo, un riscaldamento inadeguato, un’attività fisica più complessa rispetto alle proprie possibilità, estensioni innaturali degli arti, lavoro in ambienti freddi e umidi, postura scorretta, sovrappeso e sedentarietà.

Uno strappo alla schiena non dovrebbe essere mai sottovalutato poiché, come già ricordato, si tratta di una condizione più grave rispetto ai precedenti contrattura e stiramento. Inoltre, il disturbo si manifesta con diverse intensità: un trauma di natura lieve, di conseguenza, può peggiorare fino alla completa rottura del muscolo se non adeguatamente curato da uno specialista. Per questo motivo, alla comparsa dei primi sintomi bisogna sempre rivolgersi al medico.

E proprio in materia di sintomi, lo strappo alla schiena risulta particolarmente doloroso e invalidante. I fastidi intensi possono partire da un’area specifica, come quella lombare, per diffondersi a tutto il resto del dorso, a volte coinvolgendo anche addome e testa. I movimenti appariranno faticosi, limitati, potrebbe essere complicato rimanere seduti o assumere delle posizioni comode per il riposo notturno. Inoltre, la mobilità del tronco potrebbe risultarne particolarmente compressa.

Cura

Lo strappo alla schiena, così come problemi analoghi ad altre parti del corpo, è sempre un’evenienza da trattare con urgenza. Qualora si manifestasse durante l’attività fisica, si deve interrompere immediatamente l’esercizio assumendo una posizione di riposo, sdraiati a terra o sul fianco per non sollecitare ulteriormente i muscoli. Si procede quindi con la classica applicazione di ghiaccio, che servirà anche per contenere l’edema dovuto ai capillari a loro volta rotti durante il trauma. Data la difficoltà di effettuare una compressione con bende e garze nell’area affetta, così come il protocollo R.I.C.E. suggerirebbe, lo step successivo è quello di raggiungere il medico o il pronto soccorso, affinché vengano messe in atto tutte le misure di contenzione del caso.

Il trattamento varia a seconda della gravità del trauma, un fatto che solo lo specialista può definire anche grazie alla diagnostica per immagini. Nei casi lievi e di media entità, verrà prescritto un periodo variabile di assoluto riposo, associato probabilmente ad antinfiammatori e miorilassanti per favorire la guarigione del muscolo e la riduzione del dolore. Terminata questa fase, ci si dovrà sottoporre a un percorso di fisioterapia e di riabilitazione, anche con tecniche tens. In questa fase è molto importante seguire alla lettera i consigli dell’esperto, poiché un movimento sbagliato o uno stretching molto intenso potrebbero peggiorare la situazione. Nei casi più gravi, seppur non estremamente frequenti, il medico potrebbe optare per l’intervento chirurgico: si tratta di un’eventualità legata alla rottura totale delle fibre del muscolo. La ripresa dell’attività fisica leggera avviene in tempo variabile, sempre a seconda della gravità: dai 4 ai 6 mesi.

Molti ricorrono ai rimedi naturali, ma va sottolineato come si tratti di ritrovati semplicemente sintomatici, privi di effetti per la guarigione completa. Inoltre, è necessario sempre valutare i possibili effetti collaterali e la sovrapposizione con altri farmaci in corso d’assunzione. In genere si prediligono quegli alimenti dal potere antinfiammatorio, come lo zenzero, quindi impacchi lenenti come quello all’aloe oppure all’arnica. Non vanno invece effettuati massaggi, a meno che non sia il fisioterapista stesso a prevederli, per non sollecitare inutilmente e in modo sbagliato i muscoli coinvolti.

22 novembre 2014
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