Lo strappo muscolare è un infortunio piuttosto doloroso che colpisce in prevalenza gli arti. Sia inferiori che superiori, in base a quale sia l’attività fisica a cui ci si sottopone, questo problema interessa per lo più gli sportivi, ma in alcuni casi colpisce anche durante il lavoro o uno sforzo di particolare intensità.

Sono le gambe e le cosce ad esserne il più delle volte soggette, ma non mancano infortuni al tricipite e al deltoide, in particolare tra coloro che frequentano una sala pesi e si esercitano alla panca piana. Alcuni esercizi possono tuttavia rivelarsi utili per evitare il problema, andando ad agire in maniera diretta sulle possibili cause.

Le cause principali sono il mancato riscaldamento della muscolatura, la ripresa prematura dell’attività fisica dopo un precedente infortunio o un’eccessiva stanchezza muscolare prima dello sforzo. Esiste infine un’ulteriore possibilità, data dall’intraprendere un’azione di particolare intensità senza essere in grado di raggiungere tali livelli di elasticità o forza.

Sintomi e livelli di gravità

Il primo immediato sintomo di strappo muscolare è dato dall’insorgere di un dolore acuto e localizzato in corrispondenza dell’avvenuta rottura. Maggiore sarà il danneggiamento occorso alle fasce muscolari e più intensa sarà la sintomatologia dolorosa.

Si verifica inoltre una moderata perdita di sangue dai vasi capillari presenti nella zona, lesionati durante la rottura. Solo nei casi più gravi, quelli di 2° e 3° grado, ciò darà luogo alla formazione di un edema in superficie, mentre nella sua forma più lieve il sangue resterà confinato all’interno della fascia muscolare.

In caso di lesione di 1° grado il numero di fibre muscolari danneggiate risulta contenuto e il dolore è più simile a quello derivato da un “semplice” stiramento che da uno strappo vero e proprio. La perdita di mobilità è limitata, così la riduzione della potenza muscolare.

Qualora invece si tratti di lesione di 2° grado le fibre coinvolte sono più numerose e di pari passo aumenta l’intensità del dolore che ne deriva. La contrazione muscolare involontaria è più violenta, malgrado questo il gesto atletico può non essere interrotto all’istante anche se tale azione resta in ogni caso consigliata.

Se di 3° grado la lesione muscolare viene definita di “gravissima entità”. Il nucleo centrale della fascia del muscolo (ventre muscolare) viene danneggiato in parte o del tutto, dando luogo a una sintomatologia dolorosa importante. L’azione che si stava svolgendo si interrompe in maniera brusca e in caso di infortunio agli arti inferiori è probabile che chi ne è vittima fatichi a mantenere la posizione eretta.

Esercizi per evitarlo

Data la sua potenziale gravità lo strappo muscolare è un rischio che è bene evitare. Il che risulta ad ogni modo possibile grazie ad alcuni semplici accorgimenti e all’acquisizione della consapevolezza dei propri reali mezzi. Non imbarcarsi in una “impresa” al di là dell’attuale grado di preparazione atletica è senz’altro uno strumento di prevenzione molto potente.

Riscaldamento e stretching formano poi un’accoppiata vincente quando si tratta di prevenzione degli infortuni muscolari. A cominciare da una leggera corsa sul posto, svolta senza forza i ritmi o spingere in maniera eccessiva cercando di ridurre a tutti i costi i tempi. Svolgere questa fase in tutta fretta la rende a tutti gli effetti inutile ed espone al pericolo di stiramento o strappo muscolare.

Durante le fasi di riscaldamento e stretching è possibile cominciare gli esercizi di allungamento veri e propri coinvolgendo gambe e schiena. In posizione eretta e con le braccia distese lungo i fianchi si scenderà con il busto verso terra andando a toccare le punte dei piedi con le mani. Tenere la posizione alcuni secondi e poi tornare lentamente alla posizione iniziale.

Portare poi il tallone, aiutandosi con la mano corrispondente, a contatto con il gluteo e mantenendo per alcuni secondi la nuova posizione. In questo caso l’esercizio andrà ripetuto con entrambe le gambe.

Divaricando le gambe portando i piedi appena oltre l’altezza delle spalle è possibile svolgere un ulteriore esercizio. Posizionate le estremità inferiori chinarsi a terra fino a toccarla con le mani, spostando poi il proprio busto fino a stendendere una delle due gambe lateralmente. Tenere la posizione per alcuni secondi e ripetere poi con la gamba opposta.

L’allungamento della muscolatura della gamba è possibile anche in posizione seduta, tenendo un ginocchio piegato verso l’interno e tenendo l’altro arto disteso. A questo punto allungando il braccio corrispondente si toccherà con la mano la punta del piede per alcuni secondi. Da ripetere anche per l’emiparte opposta.

Importante infine scegliere un abbigliamento consono all’attività intrapresa, che non limiti il movimento, sia per quanto riguarda gli indumenti che le calzature.

2 settembre 2014
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