La strage degli animali morti sulle strade, falciati dalle auto in corsa, non è un problema soltanto italiano. Cani e gatti, per lo più. Ma anche cervi, daini, ricci e altre bestie selvatiche. Il numero degli esemplari ammazzati ogni anno è in aumento in diverse parti del mondo, tanto che lo stato della California ha deciso di correre ai ripari.

Il Department of Fish and Game ha infatti avviato un progetto in collaborazione con l’Università di Davis, che prevede il monitoraggio di 30 esemplari di cervo. Gli animali saranno catturati e muniti di collari GPS, che permetteranno di seguirne gli spostamento lungo le strade californiane. Il controllo sarà poi completato grazie all’uso di 40 telecamere appositamente installate nei boschi della zona.

L’obiettivo, spiegano i ricercatori, è quello di conoscere meglio gli spostamenti dei cervi, studiandone le abitudini e il comportamento. In questo modo, potranno essere individuate le strade più a rischio, dove si potranno avviare degli specifici programmi per la protezione degli animali e degli automobilisti (a loro volta messi a repentaglio dall’alto numero di incidenti).

L’iniziativa della California non è l’unica messa in atto per diminuire l’incidenza degli scontri mortali: alcune case automobilistiche, ad esempio, stanno equipaggiando i propri veicoli con speciali sensori che individuano il passaggio di un pedone (o di un animale) davanti alla vettura e la bloccano automaticamente.


In Italia, per il momento, non sembra esserci ancora la stessa sensibilità, nonostante, secondo le stime dell’AIDAA, l’anno scorso sia stato ucciso sulle strade il triplo degli animali rispetto al 2010. In caso di incidente, comunque, la legge nazionale obbliga gli automobilisti a fermarsi e a prestare soccorso, pena una sanzione che può superare i 300 euro.

13 gennaio 2012
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