L’India deve investire nella realizzazione di strade più sicure ed ecologiche. È quanto emerge da un recente analisi che ha visto come questa nazione abbia la rete stradale più grande del mondo, ma anche il triste primato del maggior numero di incidenti stradali: si contano 150 mila morti sulla strada in un solo anno. Quasi un decimo di queste morti sono state causate da incidenti avvenuti per colpa delle buche e del manto stradale rovinato di quasi tutte le strade indiane.

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Così, proprio in questi giorni, il governo indiano ha annunciato che investirà 6,9 trilioni di rupie, quasi 11 miliardi per realizzare nei prossimi cinque anni circa 83 chilometri di strade nuove realizzate con una nuova tecnologia che sfrutta i rifiuti in plastica, riducendo così i costi, ma non diminuendo la sicurezza. Questa tecnologia è stata ideata nel 2002 da Rajagopalan Vasudevan, professore di chimica presso il Thiagarajar College of Engineering nella città meridionale di Madurai.

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Isher Judge Ahluwalia, ex capo di un comitato governativo che si occupa delle infrastrutture urbane ha spiegato che le strade realizzate con questa tecnologia resistono ai danni dei monsoni, molto frequenti in India, e aiuteranno a smaltire le ingenti quantità di rifiuti in plastica non riciclabile altrimenti.

L’India produce circa ogni giorno 15mila tonnellate di rifiuti di plastica di cui, solo 9000, sono riciclabili. Costruendo strade con il materiale restante si va quindi ad aiutare la sostenibilità e l’ambiente poichè un chilometro di strada necessita di una tonnellata di plastica per essere realizzato.

26 ottobre 2017
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