Sulla Terra circola già la motocicletta a feci, ma qualcuno ha ben pensato che i cieli non potessero essere da meno: in Australia, infatti, si sta sviluppando un propulsore a urina per satelliti geostazionari, shuttle e in futuro navicelle spaziali.

Il progetto è condotto dall’Australian National University, con dei ricercatori determinatissimi a trovare un sostituto al costosissimo gas xeno, utilizzato per alimentare i propulsori. E pare che l’urina umana abbia tutte le caratteristiche per garantire a lungo l’autonomia di satelliti e shuttle. Sì, non è uno scherzo: in futuro basterà un po’ di pipì per assicurare all’uomo la possibilità di esplorare in lungo e in largo l’universo alla ricerca di nuove galassie. Non sarà propriamente elegante come l’immagine malinconica dello spazio che il Major Tom di David Bowie ha rimandato al mondo, ma sicuramente si tratterà di una missione pulita e eco-compatibile.

Dal punto di vista tecnico, gli scienziati dell’ANU stanno costruendo un cosiddetto “Helicon Double Layer Plasma Thruster (HDLT)“, uno speciale propulsore al plasma che non ha bisogno di bruciare combustibili per creare energia. Il sistema utilizza particolari onde radio per eccitare un gas fino a trasformarlo in plasma, per poi generare energia grazie a uno speciale campo magnetico.

Proprio per la sua capacità di non bruciare in senso letterale i carburanti, l’HDLT si può avvalere di una lunga varietà di “iniziatori” del plasma, tra cui appunto l’urina. E le quantità necessarie sarebbero davvero esigue, perché il loro utilizzo è necessario solo per innescare la reazione e mantenere in essere il campo elettrico generato. Rod Boswell, membro dello Space Plasma Power and Propulsion Laboratory, ha così commentato il progetto:

Possiamo utilizzare qualsiasi tipo di propellente, inclusa la pipì. Alla Stazione Spaziale Internazionale esiste già un sistema che estrae acqua dall’urina.

A quanto pare ciò che sulla Terra si considera uno scarto maleodorante nell’oscurità dello spazio diventa una preziosissima risorsa da non sprecare.

14 giugno 2012
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